I caffè storici più affascinanti d'Italia e d'Europa

Di Micol Passariello
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Joe Sohm/Visions of America - Getty Images
Photo credit: Joe Sohm/Visions of America - Getty Images

From Harper's BAZAAR

Le Procope di Parigi è il primo Cafè della città, e forse il primo del mondo. Era il 1686 quando il ristoratore di Acitrezza Francesco Procopio dei Coltelli rilevò un vecchio locale di Saint-Germain frequentato da artisti, per trasformarlo in un Cafè. Per via della sua ottima cucina, divenne in breve il più amato della città, frequentato dalla creme della società, uomini di stato e gran dame, da Napoleone a Voltaire. Nell’Ottocento divenne l’indirizzo più alla moda della Parigi trasgressiva e bohemienne. Baudelaire e Rimbaud erano veri habituè, e tra quelle atmosfere fumose s’intrattenevano fino all’alba conversando animati dall’assenzio.

Di locali storici l’Europa è piena, ricchi di cultura, arte e suggestioni, affascinano con gli interni d’epoca e le mille storie che si nascondono dietro ogni seduta. Dall’ottocentesco Café Iruna di San Firmino, tanto amato da Hemingway, descritto tra le pagine di “Fiesta” (al bancone trovate il busto del grande scrittore americano), al Café Central di Vienna, che prendeva per la gola i grandi pensatori come Schnitzler, Kafka, Freud e Trotzki, con il suo ottimo Kapuziner (caffè con panna) e l’immancabile Sachertorte.

Photo credit: Robert VAN DER HILST - Getty Images
Photo credit: Robert VAN DER HILST - Getty Images

Uno dei locali più famosi si trova a Lisbona. Tra le atmosfere malinconiche del Fado, a Rua Garret ci si siede al tavolo con Fernando Pessoa. Letteralmente: da A Brasileira, lì dove il grande poeta sedeva ogni giorno per scrivere e sorseggiare Porto, in mezzo ai tavolini d’antan ora c’è la sua statua in bronzo. Se siete a Londra non fatevi sfuggire The Orangery: voluto dalla regina Anna nel 1704, si trova nei magnifici giardini di Kensington Palace. Cosa provare? La sua celebre Banoffee Pie, la torta con banane, caramello e panna, dedicata alla regina.

Photo credit: Horacio Villalobos - Getty Images
Photo credit: Horacio Villalobos - Getty Images

L’Italia non è da meno. E di caffè storici ne ha collezionati molti. A partire dal Caffè Pedrocchi di Padova, un simbolo internazionale. Antonio Pedrocchi, famoso caffettiere, citato da Stendhal ne “La certosa di Parma” chiamò il famoso architetto Giuseppe Jappelli, acuto conoscitore del gusto asburgico, per realizzarle questo locale iconico.

Tra i più celebri d'Italia, c’è il Gran Caffè Giubbe Rosse di Firenze. Sembra ancora di sentirli discutere Marinetti, Palazzeschi e Campana, intorno al tavolo in fondo alla sala con le vetrate liberty, dove si vedevano ogni giorno per pranzare, e costruire la storia del Futurismo. Aperto nel 1896, conserva ancora il fascino da caffè letterario con mostre e letture accompagnate dalle delizie della regione Toscana.

Photo credit: Archivio Caffè Florian
Photo credit: Archivio Caffè Florian

È a Venezia però uno dei locali più antichi del mondo. Il celebre Caffè Florian, nato nel 1720, frequentato da lumi e artisti, da Foscolo a D’Annunzio, da Casanova a Byron, Modigliani e Proust. Oggi il locale, con la sua posizione centrale sotto i portici delle Procuratie Nuove, domina ancora Piazza San Marco offrendo un’incredibile vista. A Napoli, non ha certo bisogno di presentazioni il Gran Caffè Gambrinus, che ospitava tutti i lumi che passavano per la città partenopea, da Oscar Wilde a Jean Paul Sartre. È famoso per la pratica del caffè sospeso che consiste nel lasciare un caffè pagato per le persone povere. Vietato ripartire senza aver provato le delizie più dolci, il babà e le sfogliatelle ripiene.

Photo credit: Marco Secchi - Getty Images
Photo credit: Marco Secchi - Getty Images

A Milano a fare storia è (tra gli altri) il Cafè Bistrot Savini. Da metà Ottocento serve l’aperitivo a premi Nobel, socialite e artisti. Ci trovavi Puccini e Verdi, lo frequentava Chaplin, e anche Sinatra. Ma a Milano c’è anche Biffi, che risale al 1847, e vanta tra i suoi buongustai anche Pio X.

Una vera istituzione: il Bicerin di Torino. Entrare in questa caffetteria del 1763 è un tuffo nell’epoca di Cavour. Possiamo immaginarlo seduto al tavolino mentre ordina la sua bevanda preferita, il bicerin, lo squisito mix da cui prende il nome il locale: cioccolata, caffè e panna. Meglio se con l’aggiunta di zabaione. Ma anche Il Caffè Fiorio, non è da meno. Aperto nel 1780, era chiamato anche “Caffè dei codini”, perché era il ritrovo degli aristocratici. Tra i clienti fissi c’erano D’Azeglio, Cesare Balbo e Cavour. E persino il re Carlo Alberto, che era solito chiedere “Che si dice al Fiorio?”.