/Caffo: adulti impreparati ad aiutare minori su Internet

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Roma, 12 feb. (askanews) - Cyberbullismo, sexting, violazione della privacy. Secondo i dati del centro di ascolto di Telefono Azzurrocontinuano ad essere questi i rischi maggiori nella rete per bambini e adolescenti. In particolare nel 2019 la richiesta di aiuto da parte di minori coinvolti nelle situazioni di difficoltà è arrivata nel 64% dei casi dal genere femminile. Per un genitore essere al passo con le diverse piattaforme di social media utilizzate dai bambini, in età sempre più precoce, può essere difficile, tanto che il 30% di loro si dichiara impreparato.

Ieri presso la sede istituzionale della Presidenza del Consiglio, in occasione del Safer Internet Day, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea, Telefono Azzurro ha promosso dei momenti di riflessione con i colossi mondiali della rete, da Microsoft a Facebook da Tim a Google, con l'obiettivo di aumentare il loro impegno per la sicurezza dei minori nell'utilizzo della rete e diffondere maggiore consapevolezza tra gli adulti degli strumenti che possono essere adottati per evitare i pericoli oggi tanto diffusi. Messaggi positivi sono stati lanciati anche da alcuni tra i più noti influencer della rete, come Matt & Bise, Nick Radogna, Leonardo D, "Cesca" Tamburini e Barbara D'Alessandro, coinvolti da Telefono Azzurro in un incontro con bambini e adolescenti presso Binario F.

"È necessario affrontare il tema del rapporto dei bambini e degli adolescenti con il digitale con competenze sempre più specifiche e validate tramite un approccio interdisciplinare - ha commentato il Professor Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro - trasferendo tali competenze anche nella formazione ai professionisti e di tutta la Società civile, nonché coinvolgendo direttamente i bambini e gli adolescenti, promuovendo la loro partecipazione attiva."

"La nostra esperienza ci mostra proprio la difficoltà di comprendere i codici del mondo digitale da parte degli adulti, che sanno usare le tecnologie ma non sanno capire che i linguaggi hanno un senso diverso per i ragazzi", ha continuato Ernesto Caffo. "Talvolta i genitori si sentono fragili e impreparati nel rapporto con i figli e si allontanano dal ruolo educativo che dovrebbero avere. L'obiettivo - ha spiegato - non è emularli su Tik Tok o essere loro amici sui social, ma guidarli e accompagnarli nella conoscenza di un mondo di linguaggi e di simboli diversi. La grande sfida è non perdere il rapporto tra generazioni".