A Cagliari il primo asilo 'bilingue' sardo-inglese

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AGI - Da settembre 2022, in una delle sezioni di un asilo nido di Cagliari, si parlerò esclusivamente in lingua sarda, nella sua variante campidanese. Dalle 7.30 alle 16, le maestre si rivolgeranno ai bimbi senza mai utilizzare l'italiano, coinvolgendoli in attività, giochi, laboratori e lezioni. Mezz'ora a settimana, così come in tutte le altre classi, sarà dedicata alla lingua inglese. L'iniziativa, la prima di questo genere proposta a Cagliari, parte da un gruppo di genitori dell'associazione 'Spaciada sa bregu'ngia' (finita la vergogna, in sardo), e sarà possibile con un mini progetto didattico 'immersivo', nell'asilo nido 'Bimbi in Allegria'.

A chi è dedicato il progetto

A essere inclusi saranno inizialmente una decina di bambini e bambine, di età compresa fra i tre mesi e i tre anni, che dal prossimo anno, in base alla scelta dei genitori, potranno seguire questo nuovo percorso. L'obiettivo è duplice: da un lato i promotori intendono salvaguardare la lingua sarda e dall'altro garantire ai più piccoli di potersi riappropriare dell'idioma della terra in cui sono nati e stanno crescendo.

"I bambini", hanno spiegato Sara Pisu e Dalila Cossu, tra le referenti del progetto, "sono come delle spugne. Alcuni imparano a parlare già dai nove mesi, altri a tre anni. I più grandi aiuteranno i più piccoli in questo esperimento. I bimbi di tre mesi, ovviamente, non parlano ma, crescendo e ascoltando, impareranno a esprimersi nel corso dell'anno. Un po' come di solito avviene negli asili dove si parla l'italiano. Il progetto didattico, comunque, è identico a quello delle altre sezioni".

Alcune maestre dell'asilo parlano già bene la lingua sarda, altre devono perfezionarla e seguiranno un corso di formazione, sia con l'associazione che con l'università di Cagliari. "Il nostro nido", hanno precisato Pisu e Cossu, "è convenzionato con il Comune di Cagliari e i genitori interessati potranno fare domanda fin da adesso e pagare in base al loro Isee, oppure iscrivere i figli comunque come asilo privato".  

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