Caitlyn Jenner e il coraggio di difendere Dave Chapelle dalla nuova inquisizione

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Hp (Photo: Hp)
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Per una volta mi concedo la detestabile abitudine inquisitoria oggi molto in voga che preferisce, nel soppesare un’argomentazione, stabilire “chi” la dice e non “che cosa” viene detto. Dici questo perché sei “un maschio etero e bianco”; sei autorizzato a dirlo solo perché sei un oppresso e così via. No, dovrebbe contare solo il merito di ciò che si dice, la discussione sugli argomenti, il conflitto delle idee e non di chi le enuncia.

Chiedo una deroga, però. Ma se Caitlyn Jenner, icona transgender, ex campione olimpico prima di compiere la sua transizione dice: “Dave Chappelle ha ragione al 100 per cento. Questo non ha niente a che fare con il movimento Lgbtq”, allora significa che il fronte neo-oscurantista sta mostrando qualche crepa e che la ribellione contro la nuova inquisizione sta finalmente crescendo e diventando più forte.

Vogliono cancellare, letteralmente, il comico Chappelle per aver messo nel suo repertorio una battuta salace sui trans. Un gruppo di squadristi di Netflix si è addirittura messo in corteo per esigere dalla piattaforma terrorizzata il rogo di quello spettacolo. Il solito codazzo di attori e attrici fanatizzati e impauriti ha minacciato Netflix di non partecipare più a sue produzioni se il nome di Chappelle non fosse stato bandito dalle sue stanze. È difficile solidarizzare in questo clima intossicato con Chappelle, una persona coraggiosa che si rifiuta di mettere la testa sotto la ghigliottina. Ma Caitlyn Jenner ha avuto il cuore di rompere l’assedio, di dire che i fanatici non agiscono in suo nome, di sottrarsi al decreto che stabilisce la messa al bando di qualsiasi ironia. Non in suo nome, gli squadristi si allontanino, per favore.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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