Cala uso antibiotici in zootecnia in Lombardia: in alcuni casi -50%

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Image from askanews web site
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Milano, 26 apr. (askanews) - L'uso degli antibiotici in zootecnia sta diminuendo in Lombardia. In alcuni casi la riduzione ha toccato il 50% secondo i dati emersi dal monitoraggio dell'Unità veterinaria sull'antimicrobicoresistenza (Amr) riportati in una nota della direzione Welfare di Regione Lombardia.

Proprio per quantificare il consumo di antibiotici e paragonare i diversi allevamenti, il ministero della Salute, tramite il sistema della REV e l'applicativo Classyfarm, ha elaborato un indicatore DDD, defined daily dose, che per l'allevamento bovino e suino è disponibile solo per il biennio 2020-2021, mentre per il settore dell'allevamento avicolo è disponibile già dal 2015.

Nello specifico, nel settore dell'allevamento bovino si evidenzia una netta diminuzione dell'utilizzo dell'antibiotico nel biennio 2020-2021, sia per le molecole di importanza critica (CIAs) sia per le molecole classificate come non critiche o poco critiche. La diminuzione percentuale raggiunge, in alcuni casi, valori di circa il 50% e il valore di DDD medio è stato dimezzato nel 2021 rispetto al 2022.

Nel settore suino l'analisi evidenzia una riduzione media di utilizzo dell'antibiotico tra il 2020 e il 2021, ma tale riduzione non riguarda tutte le classi farmacologiche. Mostrano tuttavia una sensibile riduzione alcune molecole considerate critiche. Il settore dell'allevamento avicolo (polli, galline), infine, è il settore in cui si sono registrati i risultati migliori dal 2015 al 2021: il punto di minimo è stato raggiungo nel 2019 mentre dal 2020 si è registrata una ripresa dell'uso degli antibiotici.

"È fondamentale, spiega la nota, a tutela della salute pubblica, diminuire l'utilizzo di antibiotici, promuovendone un uso consapevole. Anche perché alcune classi di antibiotici sono considerate di 'importanza critica' (CIAs) per la cura di infezioni nell'uomo e il loro utilizzo deve essere evitato in medicina veterinaria per preservarne l'efficacia".

"Come la recente pandemia ci ha insegnato - osserva la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti - la possibilità di interazione sanitaria tra uomo e animale, è un evento possibile, con ripercussioni in sanità pubblica e sulla nostra vita quotidiana. La scorsa primavera (a metà maggio) è stato approvato un progetto sperimentale finalizzato ad incrementare il livello di sensibilità analitica delle prove di laboratorio per individuare livelli bassissimi di residui di antibiotici nei prodotti alimentari di origine animale. L'obiettivo del progetto è garantire una maggiore tutela del consumatore promuovendo, al contempo, le filiere agroalimentari lombarde. L'attività di campionamento non è ancora conclusa, ma gli esiti finora pervenuti sono stati favorevoli, non essendo stato riscontrato alcun residuo".

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