Calabria, no di Gaudio al ruolo commissariale: seccato dal trattamento ricevuto

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Eugenio Gaudio rinuncia alla nomina a commissario alla sanità calabrese
Eugenio Gaudio rinuncia alla nomina a commissario alla sanità calabrese

A meno di 24 ore dalla nomina, Eugenio Gaudio ha rinunciato al ruolo da commissario alla sanità in Calabria. Tra le motivazioni che lo hanno spinto a lasciare, l’ex rettore sarebbe rimasto molto seccato per il trattamento ricevuto dai media in merito alla notizia dell’indagine a suo carico aperta dalla procura di Catania nel 2019 per il reato di concorso in turbativa. Gaudio avrebbe già contattato il ministro della Salute Roberto Speranza confermando la sua indisponibilità ad assumere l’incarico, che da ormai due settimane si è trasformato in una vera e propria patata bollente.

Calabria, Gaudio rinuncia alla nomina a commissario

In un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica tuttavia, Gaudio specifica che a pesare sulla decisione di rinunciare alla nomina a commissario sarebbero stati motivi personali e familiari: “Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare. […] Sarebbe una sfida importante, ma la famiglia per me è un valore primario.

Successivamente Gaudio torna sulla questione dell’indagine per concorso in turbativa, inchiesta che peraltro è stata recentemente archiviata dalla stessa procura di Catania: “Ho mandato i miei figli a studiare in Inghilterra, alle università di Cambridge e Coventry, per evitare che si iscrivessero alla Sapienza di Roma, che chicchessia potesse avanzare illazioni nei loro e nei miei confronti. Ho vissuto sempre così e vedermi tirato dentro un’inchiesta giudiziaria per alcune telefonate in cui dico che non faccio impicci, sì, mi ha fatto male”.

I precedenti commissari

Gaudio è il terzo commissario alla sanità calabrese a saltare in appena due settimane, dopo il 76enne Giuseppe Zuccatelli – al centro delle polemiche per le sue affermazioni sulla presunta inutilità delle mascherine e sulla sua vicinanza politica al ministro Speranza – e il predecessore Saverio Cotticelli, sorpreso dalla trasmissione televisiva Report a non sapere che il piano anti Covid per la Regione Calabria lo avrebbe dovuto redigere lui.