Calabria, operazione "Sistema": ai domiciliari il sindaco di Rende

Calabria, operazione "Sistema": ai domiciliari il sindaco di Rende

Il sindaco di Rende, l'avvocato Marcello Manna, è stato arrestato e posto ai domiciliari nell'ambito di una operazione scattata all'alba nel cosentino e condotta da Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza con il coordinamento della DDA di Catanzaro retta da Nicola Gratteri. Manna è anche presidente dell'ANCI (l'Associazione dei comuni italiani) della Calabria, ed è accusato di scambio elettorale politico-mafioso.

Operazione "Sistema": 189 misure cautelari

L'operazione "Sistema" ha portato all'arresto di 189 persone - 139 in carcere e 50 ai domiciliari - a 12 obblighi di dimora e a una misura interdittiva dello svolgimento di attività professionale. I destinatari delle ordinanze di custodia cautelare sono, secondo l'accusa, responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, organizzazione illecita di giochi anche d'azzardo e di scommesse, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori.

Manna, "predisposizione a delinquere"

Secondo il GIP distrettuale, che ha disposto gli arresti domiciliari per il sindaco Manna, esistono esigenze cautelari "desumibili dalle modalità del fatto (aver stretto un patto di scambio elettorale politico-mafioso con membri apicali della criminalità organizzata) e dalla personalità dell'indagato che, seppur incensurato, ha dimostrato predisposizione a delinquere scendendo a patti con membri di un'associazione mafiosa, in particolare col gruppo D'Ambrosio".

La DDA cita, a supporto della tesi, le dichiarazioni del pentito Adolfo Foggetti, che "costituiscono un ulteriore elemento a fondamento della sussistenza delle esigenze cautelari, evocando contatti duraturi nel tempo con la criminalità organizzata cosentina". Le parole di Foggetti si riferiscono alla campagna elettorale per le Comunali di Rende del 2014. "Tutti gli appartenenti al clan federato Rango-Zingari e Lanzino-Ruà - afferma il collaboratore di giustizia - si sono mobilitati per fare la campagna elettorale all'avvocato Manna, ad eccezione di Maurizio Rango, il quale da me interpellato e richiesto sul punto ebbe a riferirmi che i suoi familiari e/o parenti residenti in Rende erano particolarmente legati a Principe". Foggetti rievoca il sostegno, a suo dire, offerto al penalista e dice che sarebbe stato "ringraziato da Marcello Manna in persona per l'impegno elettorale profuso".

Le cosche cosentine si sono federate e hanno un vertice unico

Le investigazioni si sono sviluppate attraverso un'attività di tipo tradizionale, con attività tecniche, servizi sul territorio, riscontri "sul campo", con una parallela attività di acquisizione e analisi di dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, corroborati dai relativi riscontri, oltre alla acquisizione di plurime emergenze di altri procedimenti penali. L'indagine ha ricostruito la struttura e il modus operandi di una delle articolazioni, dedite al traffico e allo spaccio diffuso di sostanze stupefacenti di vario genere, nel quadro di quello che viene ipotizzato come il cosiddetto "Sistema" che governa tutti i rapporti tra i vari sottogruppi criminali della città di Cosenza e del suo hinterland.

Le cosche cosentine, si dedicavano poi alle tradizionali attività predatorie quali estorsioni ed usura con condotte che, nel tempo, davano vita a una interferenza costante nello svolgimento delle attività economiche della città.La ndrangheta cosentina si era dedicata anche all'organizzazione illecita dell'attività di giochi - anche d'azzardo - e di scommesse, oltre a reati di riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di beni e valori. dall'inchiesta sarebbero emerse commistioni tra gli interessi di imprenditori del settore e quelli della criminalità organizzata per la quale il settore del "gaming" rappresenta una forte attrattiva, in quanto attività estremamente redditizia.

Yacht e aereo tra i beni sequestrati

Ci sono anche uno yacht e un aeromobile ultraleggero tra i beni sequestrati nell'ambito dell'operazione "Sistema". Il provvedimento di sequestro preventivo d'urgenza disposto dal PM è stato eseguito dai finanzieri del GICO del Comando provinciale di Catanzaro e dello SCICO di Roma. Si tratta di beni immobili, aziende, società, beni mobili registrati, riconducibili a numerosi indagati, per un valore stimato in oltre 72 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati figurano 78 fabbricati, tra i quali 5 ville, 44 terreni, per un'estensione complessiva di 26 ettari, in vari comuni della provincia di Cosenza, 57 quote di partecipazioni in attività produttive e commerciali al dettaglio e all'ingrosso in diversi settori (ristorazione con somministrazione, bar, abbigliamento produzione energia elettrica, agricoltura, lavanderie e lavanderie industriali, servizi nel settore dello spettacolo, noleggio attrezzature per spettacoli ed eventi, formazione culturale, edile), 39 complessi aziendali, anche di imprese del settore del gaming (scommesse on-line e sale giochi e biliardo), 20 ditte individuali attive nei vari settori delle attività produttive e commerciali (ristorazione, strutture turistiche e ricettive, agricoltura, bar, supporto rappresentazioni artistiche, intermediazione finanziaria), 7 associazioni non riconosciute, impegnate prevalentemente in ambito sportivo/ricreativo, uno yacht, un aeromobile ultraleggero, un natante, 70 autovetture, 7 motoveicoli.