Calabria, Zampa contro Gaudio

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"Lo dico con rispetto nei confronti del professor Gaudio, però" il fatto che "uno accetta, e poi il giorno dopo dice che non può andare perché la moglie non vuole vivere a Catanzaro, io lo trovo abbastanza desolante". Così la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, ad 'Agorà' su Rai 3 in merito alla rinuncia dell'ex rettore dell'università Sapienza di Roma al ruolo di commissario alla Sanità della Calabria.

Se ci sono altri fattori che potrebbero avere pesato su questa decisione, "li sapeva anche il giorno prima, immagino - ha aggiunto Zampa - E se ha avuto la fiducia del Governo, e se il suo nome è andato nel Consiglio dei ministri, eventualmente è un atto di grande apertura di credito che viene fatta. Io penso davvero che il Paese abbia necessità di rigore, di competenza, di coraggio e di umiltà". "Credo ci sia una riflessione che dobbiamo fare sulla classe dirigente", ha osservato.

"Ho apprezzato che il presidente Conte abbia detto che si assume, in quanto presidente del Consiglio, numero uno del Governo, la responsabilità che evidentemente è di tutto il Governo", ha ammesso la sottosegretaria. Ma "voglio anche ricordare - ha precisato - che il primo commissario era stato scelto da un Governo di cui era esponente Salvini, tra gli altri". Ora "quello che certamente va fatto è un lavoro molto rigoroso. Il commissariamento che il Governo intende mettere in campo è del tutto diverso da com'era prima. E' di natura molto più efficace", ha concluso.

Dal canto suo Gaudio, in un'intervista al 'Corriere della Sera' afferma: "Io ho parlato lunedì mattina con il presidente Conte e il ministro Speranza: mi hanno trasmesso la loro stima per come ho guidato la Sapienza, mi hanno detto che tra l'altro era importante il mio essere calabrese per un incarico come quello di commissario ad acta per la Sanità". E poi? "Ho chiesto tempo per rifletterci. Sono stato tutta la giornata in ateneo e la sera quando sono tornato a casa ne abbiamo parlato. E abbiamo deciso di no", ha sottolineato tornando sui motivi che lo hanno spinto a rifiutare l'incarico di commissario della sanità in Calabria.