Calano i reati ma aumentano i detenuti: la situazione delle prigioni italiane

Una cella vuota: si tratta di una rarità, in Italia (foto: Getty Images)

Com'è la situazione delle carceri italiane? Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Antigone il numero delle persone detenute in carcere in Italia sta aumentando molto velocemente.

I dati dicono che entro due anni si raggiungerà nuovamente il livello di sovraffollamento, a 10 anni dall'ultimo limite massimo, se non si arresterà il trend.

La cosa curiosa è che all'aumentare dei detenuti non corrispondono una crescita dei nuovi ingressi e un aumento dei delitti denunciati. Si potrebbe pensare, a caldo, che allora la giustizia e le forze di polizia stanno migliorando le loro performance, e potrebbe anche essere una buona verità. La realtà però è un'altra.

Il motivo vero? Sta aumentando la durata media delle pene comminate dai giudici.

Al 30 aprile scorso c'erano ben 60.439 persone dietro le sbarre, 3000 in più rispetto al 2018 e 8000 in più rispetto a 4 anni fa. Il punto massimo della popolazione carceraria fu toccato nel 2010, con 70mila detenuti.

Questo ovviamente rappresenta un costo, in particolare per l'usura delle strutture e per la qualità di vita del personale carcerario, messo a durissima prova. A questo punto risulta ancora più evidente che le carceri italiane siano insufficienti a contenere questa popolazione criminale; attualmente il numero dei carcerati sfora di oltre 10mila unità i posti teoricamente disponibili.

I reati stanno diminuendo, secondo anche il Ministro dell'Interno Matteo Salvini - che comunque, in campagna elettorale, sta evidenziando il cosiddetto 'problema sicurezza'. Ad esempio gli omicidi si sono dimezzati negli ultimi 10 anni, da 600 a 350.

L'inasprimento delle pene non sembra essere una soluzione ottimale, almeno dal punto di vista della gestione delle prigioni: nonostante la diminuzione degli omicidi, gli ergastoli sono aumentati di 300 unità nell'ultimo decennio (oggi si contano 1748 persone condannate con questa forma).

In alcune carceri la situazione è piuttosto seria: a Taranto il tasso di affollamento è al 199%, a Como al 197%. Significa che ci sono il doppio dei condannati rispetto ai posti disponibili.

E sull’immigrazione, cosa si dice? I detenuti stranieri nelle carceri italiane rappresentano il 33% della totalità, in leggera diminuzione rispetto al 2018.

Un altro aspetto su cui forse si potrebbe lavorare a livello politico è la gestione dei detenuti per reati legati alla droga. In Italia rappresentano un terzo dei detenuti totali, ma la media europea è attorno al 18%: un segnale che mette in luce una legislazione particolarmente repressiva, senza tenere conto di altre strade per la redenzione (come i servizi sociali).

Il rapporto dell'Associazione Antigone è alla 15° edizione. Si basa su dati ministeriali (Giustizia e Interno) e su ispezioni all'interno delle carceri.

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