Calcio: Florenzi, 'molte analogie tra il Milan dello scudetto e la Nazionale campione d'Europa'

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Firenze, 28 mag. – (Adnkronos) – Secondo giorno di raduno a Coverciano per la Nazionale, da ieri al Centro Tecnico Federale per preparare la ‘Finalissima’ del 1° giugno con l’Argentina e le prime quattro gare della terza edizione della Nations League. In attesa dei cinque calciatori della Roma reduci dal successo in Conference League, che hanno avuto 48 ore in più di riposo e si aggregheranno domani al gruppo, Roberto Mancini lavorerà anche oggi con 40 calciatori, compresi i 6 volti nuovi (Gatti, Esposito, Ricci, Cancellieri, Gnonto e Zerbin) chiamati dal Ct dopo averli visti all’opera nello stage dedicato ai giocatori di interesse nazionale.

Dall’alto delle sue 47 presenze in Nazionale, Alessandro Florenzi può invece ormai considerarsi un habitué di Coverciano. Gli ultimi dieci mesi sono stati indimenticabili per il difensore del Milan, che dopo il trionfo di Wembley si è tolto la soddisfazione di vincere lo Scudetto: “Durante il percorso al Milan – ha dichiarato in conferenza stampa – ho trovato molte analogie tra i rossoneri e la Nazionale Campione d'Europa. Lo dicevo da un po', al Milan non mi capivano perché non avevano vissuto ciò che ho vissuto io. Alla fine sono stato contento di aver avuto ragione".

Tra l’Europeo e lo Scudetto c’è stata anche la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale: “Se fossimo usciti in un’ipotetica finale con il Portogallo sarebbe stato diverso, con tutto il rispetto per la Macedonia del Nord che non è al nostro livello. Però il calcio ti insegna che nessuna gara è scontata, che bisogna giocare tutte le partite come una finale. Anche se poi pure a Palermo abbiamo tirato 50 volte in porta. Nelle gare di qualificazione abbiamo creato tanto, ma non abbiamo concretizzato. Non ho rimpianti sul gioco che abbiamo espresso. Capire perché siamo usciti è difficile, ovviamente quanto accaduto ci dispiace. Ora vogliamo voltare pagina”. Per ripartire è doveroso puntare sui giovani, che per crescere hanno però bisogno di trovare più spazio con i propri club: “Tanti giovani non giocano molto e non è facile. Sono pronti? Sì e no, per me Tonali ad esempio è pronto per giocare in Nazionale".

Se Chiellini è ai saluti finali, Florenzi non ha nessuna intenzione di lasciare la maglia azzurra: “Non si rifiuta mai la Nazionale. Di Giorgio ci mancheranno il carisma, il suo sorriso, i suoi discorsi e la sua tranquillità. Ci lascia una leggenda del calcio italiano, mercoledì vogliamo fargli lasciare la Nazionale con una vittoria”. In panchina ci sarà ancora Roberto Mancini e a chi gli chiede se abbia temuto che il Ct si dimettesse dopo la sconfitta con la Macedonia del Nord Florenzi risponde: “Avevo più paura di dimettesse quando abbiamo vinto l'Europeo”.

A Wembley con l’Argentina il pensiero volerà inevitabilmente a un anno fa, a quella corsa gioiosa dopo l’ultimo rigore parato da Donnarumma: “Avrei dovuto tirare il sesto rigore – sottolinea sorridendo – quindi ringrazio Gigio. Sarà un’emozione speciale tornare a Wembley. La delusione del Mondiale resta in tutti noi, ma deve restare anche quanto fatto all'Europeo”.

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