Calcio: Inter campione, la cura Conte e i gol di Lukaku (2)

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(Adnkronos) – “Identità” è la parola scelta per definire la sua nuova Inter. Identità che parte dall’evoluzione tattica che il tecnico ha attuato nel corso della stagione, partendo dal reparto difensivo: la sicurezza di Samir Handanovic che tralasciando i recenti strafalcioni si è reso protagonista di interventi determinanti per l'impresa nerazzurra (partita di andata contro il Napoli su tutte a cui si aggiungono 13 gare senza subire gol), l’esperienza di De Vrij posizionato nel vertice basso della difesa a tre e a cui spetta iniziare la manovra offensiva, la trasformazione di Milan Skriniar, irriconoscibile ad inizio stagione, diventato poi perno del muro difensivo interista e il rilancio del giovanissimo Bastoni (giocatore che Conte ha voluto a tutti i costi in prima squadra e per il quale ha lasciato partire Diego Godin), che si sta facendo valere.

Il passo successivo è stato rinunciare ad un trequartista vero e proprio inserendone uno non di ruolo come Barella (che a soli 24 anni sembra essere già un giocatore pronto calcisticamente), a tutti gli effetti il motore della squadra con 11,056 km percorsi a partita, secondo solo a Brozovich (primo in nella massima serie con 13 Km a percorsi a partita) o Eriksen, vero e proprio oggetto del mistero ad inizio stagione, ad un passo dalla cessione a gennaio e ora giocatore fondamentale. Tutto questo senza comunque disfare il suo fidato 3-5-2. Questa è stata la chiave per dare ampiezza alla squadra puntando poi sulla velocità di Perisic e soprattutto Hakimi. L'esterno marocchino è stato fondamentale in molti successi dell'Inter, instancabile e tecnico, in pratica il giocatore ideale. Queste modifiche, nel corso della stagione, hanno permesso il cambiamento sostanziale del gioco dell’Inter che ora si affida molto meno al lancio in profondità, palleggiando molto di più nella propria metà campo.