Calcio: la storia siamo noi, i cimeli della Nazionale esposti il 9 e 10 novembre al Coni

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Roma, 4 nov. – (Adnkronos) – Dal 6 gennaio 1911, quando la Nazionale italiana di calcio indossò per la prima volta la maglia Azzurra, in omaggio a Casa Savoia, dopo due partite giocate l’anno precedente in maglia bianca, è iniziato un legame fortissimo con tutto lo sport italiano: l’Azzurro, simbolo sportivo dell’Italia nel mondo, infatti, sarebbe diventato di lì a breve il colore di tutte le rappresentative del nostro Paese nelle competizioni internazionali, in ogni sport. Un legame che nei prossimi giorni, per la prima volta, sarà celebrato da una mostra dedicata alla Nazionale nella casa dello Sport italiano, la sede del Coni al Foro Italico, nel Salone d’Onore: “La storia siamo noi” – il titolo dell’esposizione aperta al pubblico il 9 e 10 novembre, con ingresso libero – permetterà di ammirare da vicino una parte dell’immenso patrimonio di cimeli, trofei, maglie, palloni, scarpini, memorabilia e immagini di ogni tipo legati ai 112 anni degli Azzurri disponibili presso la sede storica del Museo del Calcio, che sorge dal 1990 accanto al Centro Tecnico Federale di Coverciano.

Ad inaugurare la mostra, interverranno il 9 novembre alle ore 9.30 il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il Presidente della Figc Gabriele Gravina e il Presidente della Fondazione Museo del Calcio Matteo Marani. La Fondazione Museo del Calcio, che promuove l’iniziativa insieme a Coni e Figc, ha scelto questa occasione per intraprendere un percorso che ha, tra i suoi obiettivi, anche quello di iniziare a portare il proprio patrimonio di storia sportiva nel Paese, fuori dai confini fisici di Coverciano, e lo fa presentandosi con un nuovo logo, e lo fa presentandosi con un nuovo logo, ideato da Independent Ideas, l’agenzia creativa di Publicis Groupe che aveva già realizzato l’attuale logo istituzionale della Federazione, presentato nell’ottobre 2021. Il nuovo logo Museo del Calcio vuole essere una modernizzazione stilistica dell’attuale logo Figc, rivisitando in chiave attuale il suo pittogramma e mantenendone intatta la riconoscibilità: il segno grafico mostra infatti ancora il pallone, simbolo universale del gioco del calcio, e le stelle, chiaro riferimento alla storia gloriosa della Nazionale italiana di calcio.

In mostra alcune maglie storiche, come quella dell’esordio di Silvio Piola in Nazionale (1935), o quella indossata da Paolo Rossi al ‘Mundial’ del 1982, o ancora quelle di Rivera, Scirea, Zoff, Baggio e Mancini. Alcune maglie sono legate ai trionfi Azzurri: quella con cui Giacinto Facchetti alzò la coppa dell’Europeo nel 1968 proprio a Roma, nello Stadio Olimpico poco distante dalla sede del Coni, la polo indossata da Marcello Lippi in panchina nel Mondiale 2006, il quarto titolo per la Nazionale, fino alla maglia di Gianluigi Donnarumma a Euro2020, quando fu eletto tra l’altro miglior giocatore del torneo.

Ma non ci saranno solo le maglie in mostra: le pipe che Pertini e Bearzot si scambiarono dopo la vittoria al Bernabeu, i palloni utilizzati negli anni ’30, gli scarpini calzati negli anni ’50, la valigia degli Azzurri nella spedizione mondiale a Cile ’62 e quella dell’allora Presidente federale Artemio Franchi. E poi alcuni cimeli legati a Roma: oltre a Piola, Amadei e Immobile, ecco un focus proprio sui calciatori di Roma e Lazio con le maglie di De Sisti (1967), Re Cecconi (1974), Giordano (1985), Ancelotti (1986), Casiraghi (1994), Totti (1998), De Rossi (2011).

La storia Azzurra si è completata, negli ultimi decenni, con la componente femminile, che ovviamente non poteva mancare: due maglie, quella di Rita Guarino e quella di Sara Gama, per celebrare le nostre due partecipazioni al Mondiale, nel 1991 e nel 2019, in attesa del Mondiale 2023 in Australia e Nuova Zelanda. E poi ancora le divise di arbitri che hanno travalicato i confini nazionali, ergendosi a veri personaggi simbolo della direzione di gara a livello mondiale, come Concetto Lo Bello e Pierluigi Collina, in questo caso la maglia della Coppa del Mondo 2002.