Calcio, tifosi condannano club "avidi" per creazione Superlega

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Un tifoso del Tottenham Hotspur tiene uno striscione anti Super League fuori dal Tottenham Hotspur Training Center a Londra,

(Reuters) - Diversi gruppi di tifosi furiosi hanno condannato "l'avida presa di potere" da parte dei club europei che hanno annunciato la nascita del campionato indipendente della Superlega.

La lega vedrà la partecipazione di 20 squadre, con 15 fondatori a cui si aggiungono cinque club ogni anno in base ai risultati nei rispettivi campionati. Inoltre, cosa più importante, al gruppo dei 15 la partecipazione sarà assicurata, eliminando il rischio di retrocessioni.

"Credo sia una presa di potere più vile e avida di quanto ci potessimo mai aspettare, e le squadre affermano che lo fanno nell'interesse del calcio", ha detto Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe sul piano a lungo dibattuto, ma annunciato formalmente solo ora.

"L'unica cosa che stanno facendo è mettere in pericolo il modello economico del calcio e ogni singola squadra europea", ha detto Evain a Nantes.

Finora 12 dei più grandi e blasonati club di Inghilterra, Italia e Spagna si sono iscritti alla competizione, finanziata dalla banca d'investimento statunitense JP Morgan. Molti dei gruppi di tifosi hanno espresso preoccupazione.

I commenti di Evan sono stati ribaditi nei diversi stadi delle squadre che hanno aderito all'iniziativa, catapultate in un calendario già fitto di gare nei rispettivi campionati e in Europa. I club hanno detto che il progetto creerà un modello finanziario maggiormente sostenibile.

"Penso che sia proprio un fatto di soldi, perché se si guarda al contributo dei tifosi per i club della Premiership (la Premier League), sarebbe giusto che vengano ascoltati", ha detto John Kessie dallo Stamford Bridge, casa del Chealsea, uno dei sei team inglesi coinvolti nella Superlega.

L'interior designer Jordi Otero, davanti al Camp Nou di Barcellona, si mostra preoccupato dell'impatto su altri fronti.

"Credo che le piccole squadre verranno danneggiate parecchio ed è come se i club dicessero: noi siamo le big e creiamo un campionato solo per noi per guadagnare molti soldi e il resto (delle squadre) viene dopo", ha detto Otero.

I club tedeschi e francesi non sono per il momento coinvolti nel progetto, ma per Tobias Haage, che parla dallo stadio Signal Iduna Park, casa del Borussia Dortmund, l'idea potrebbe creare un'apertura per altri club che non sono attualmente qualificati per la prestigiosa Champions League.

"Si tratta di meri interessi economici e non più di sport", ha detto. "Ma credo anche che possa essere un'opportunità per le squadre minori di raggiungere nuovamente la Champions League se il format dovesse andare avanti".

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)