Calderoli svela il piano della Lega per tornare al governo

Roberto Calderoli: il piano della Lega per tornare al governo

Di fronte ad un governo più volte definito “di palazzo” e “di inciuci“, la Lega inizia a mettere in atto una strategia per farlo saltare. Dopo il blocco della Commissione Affari Costituzionali per mancanza di numeri legali, Roberto Calderoli spiega le prossime mosse del Carroccio.

Come la Lega vuole tornare al governo

Intervistato dal Corriere della Sera, il vicepresidente del Senato annuncia che l’unico modo per “fregare il governo giallorosso” è il pieno coinvolgimento del popolo. E il primo atto in questa direzione sarà l’istituzione di un referendum per abolire la parte proporzionale dell’attuale legge elettorale, il Rosatellum, e dar vita a un maggioritario puro. Il nome? Popolarellum, visto che deriverà da un voto popolare.

Per poter depositare la richiesta di un referendum è necessario che siano d’accordo almeno cinque Consigli regionali. Per ora sono in otto ad aver mostrato parere favorevole. Oggi, 30 settembre 2019, le istanze verranno quindi depositate in Cassazione.

Calderoli assicura che “se tutto va bene il 10 febbraio la Corte Costituzionale delibera e dà il via libera“. E smentisce chi insinua che il referendum sia anticostituzionale perché non autoapplicativo, sostenendo che sia Italicum che Rosatellum prevedevano decreti legislativi per la definizione dei collegi. “Cosa che avverrà per la riduzione del numero dei parlamentari“.

La proposta è quella di un maggioritario puro sul modello anglosassone: chi prende un punto in più governa. Per ora si sono dimostrati d’accordo anche gli alleati di Fratelli d’Italia, mentre la posizione degli azzurri è ancora ambigua. Contrario il Movimento Cinque Stelle e diviso il Pd, con Prodi e Veltroni che non disdegnerebbero l’idea leghista.

Certo della vittoria, Calderoli è ottimista anche sul completamento da parte del Parlamento di una legge che attualmente non è gradita a tutto l’esecutivo. “Se il governo si rifiutasse di completarla tornerebbero i forconi per le strade. E questa volta non sarebbero solo per l’agricoltura“, conclude.