Caldo africano, Brunetti (CNR): “Valori sempre più alti, preoccupa la siccità”

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Il dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna Michele Brunetti ha commentato l’ondata di caldo africano con cui l’Italia sta facendo i conti non mancando di esprimere preoccupazione per la crescente siccità (che potrebbe portare centinaia di comuni italiani a dover subire un razionamento dell’acqua potabile).

Brunetti sul caldo africano

I dati climatici approfonditi dallo stesso CNR di Bologna hanno infatti evidenziato che il mese scorso ha chiuso, a livello nazionale, con un’anomalia di temperatura di +1.83 °C rispetto alla media 1991/2020, ovvero rispetto all’ultimo trentennio. Intervistato da Fanpage.it, Brunetti ha spiegato che una singola anomalia non è sufficientemente indicativa e non preoccupa tanto quanto la siccità dell’ultimo periodo.

Da dicembre a maggio, soprattutto nel nord Italia, ha piovuto meno della metà di quanto avviene di solito. E in futuro non andrà meglio: “Siamo in un contesto di cambiamento climatico, le temperature aumenteranno via via ulteriormente e quindi anche le anomalie, in quanto si parte già da valori medi più alti rispetto al passato“.

Luglio con temperature tropicali

Secondo le nuove proiezioni climatiche sul lungo periodo, il mese di luglio potrebbe risultare quasi tropicale a causa della presenza costante di un vasto campo di alta pressione di origine africana destinato ad imporsi in maniera sempre più significativa sul Mediterraneo. I cittadini dovranno attendersi valori termini fino a + 2 o 3 gradi oltre le medie con punte massime oltre i 35 °C (soprattutto in Pianura Padana, in gran parte del centro-sud e nelle zone interne di Sicilia e Sardegna).

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