Caldo: Cia, arriva 'Beatrice' a spazzare via roghi e siccita'

21 agosto 2012

(ASCA) - Roma, 21 ago - Con l'arrivo della burrasca di fine

agosto finalmente le campagne italiane troveranno un po' di

refrigerio, scongiurando il pericolo roghi, che quest'anno

hanno ridotto in cenere quasi 35 mila ettari, una superficie

doppia rispetto al 2011. Ma se dal prossimo fine settimana

''Beatrice'' mettera' fine alla prolungata siccita' e

all'allarme incendi, nei campi bisognera' tenere alta

l'attenzione sul possibile rischio di dissesto idrogeologico,

che puo' essere innescato dai temporali che seguono periodi

di secca cosi' lunghi. Lo afferma la Cia-Confederazione

italiana agricoltori. I 5375 roghi che dall'inizio dell'anno

hanno imperversato sul territorio italiano, bruciando boschi

e campi coltivati, -spiega la Cia- hanno creato un danno

ambientale ed economico non indifferente per il settore

primario. Basti pensare che dove e' passato il fuoco, sono

necessari diversi anni per ritornare alla normalita'. Per un

pascolo o per un campo coltivato bastano al massimo un paio

d'anni, mentre per un bosco sono necessari almeno 4 o 5 anni

per tornare alle condizioni pre-incendio. Per non parlare

della quantita' di Co2 che i roghi immettono nell'atmosfera

(in media 3 e 4 milioni di tonnellate l'anno).

Ora che il periodo di siccita' sta per concludersi - spiega

la Cia - dovrebbe essere scongiurato il pericolo roghi. Ma

con Beatrice l'alternarsi di situazioni climatiche estreme

continuano. L'estate delle criticita' climatiche, infatti, si

appresta a chiudersi con violenti temporali previsti per

l'ultimo finesettimana di agosto. Da una parte sicuramente la

pioggia e' una ''manna dal cielo'' per un settore piegato

dalla siccita', che ha provocato danni per 1,2 miliardi di

euro. Dall'altra pero' l'alternarsi di situazioni climatiche

estreme puo' creare ulteriori problemi in campagna. Un suolo

per cosi' lungo tempo stressato dalla mancanza d'acqua,

infatti, puo' subire meccanismi di corrivazione, cioe' di

mancato assorbimento delle acque e di torrentismo. Fenomeni

che vanno necessariamente controllati e arginati.

E' proprio nei momenti di criticita' climatica -afferma la

Cia- che il ruolo dell'agricoltore si fa doppiamente

importante: non solo produttore di beni primari, ma anche

gestore e ''sentinella'' del territorio. Presidia i boschi e

aiuta a contrastare la piaga degli incendi, con azioni di

pronto intervento e di pattugliamento, e al tempo stesso

monitora le condizioni del suolo nei campi, prendendo

provvedimenti quando necessario.

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