Caldo torrido e piogge assenti, un danno per gli agricoltori

L'Andalusia è a secco. Il clima arido in questa regione della Spagna sta creando parecchi problemi. Secondo gli esperti alcune zone hanno già condizioni simili alle quelle desertiche del Nord Africa. Un danno notevole specie per gli agricoltori come Felipe Elvira che rischiano di non vedere i frutti del loro lavoro. "Con la produzione di quest'anno perderò l'80% delle olive. Un albero di queste dimensioni ha bisogno di almeno 4-5 litri di acqua al giorno per stare bene ma non c’è nulla.”

Tre eccezionali ondate di caldo estremo in meno di 3 mesi hanno gravato sui raccolti già provati da un inverno particolarmente secco. Al momento il settore agricolo sopravvive con le poche coltivazioni irrigate che rappresentano il 30% del totale in Spagna, ma anche questa opzione a lungo termine potrebbe non bastare più.

Le riserve idriche si stanno esaurendo anche in Andalusia. “Sono già al di sotto del 30% rispetto alla media, ci spiega la Professoressa Rosario Jiménez, dell'Università di Jaén. Molti fiumi sono praticamente sotto la soglia minima, molte riserve sono asciutte, non c’è più acqua.”

Barche e canoe sono parcheggiati nei bacini artificiali. C’è chi come prevede che presto sarà tutto asciutto se non pioverà in abbondanza il prossimo autunno e il prossimo inverno, nel 2023 l’estate sarà ancora più torrida. Secondo gli esperti il surriscaldamento globale potrebbe aumentare la carenza di acqua in Europa di anno in anno, gravando su 290 milioni di persone, principalmente nei paesi del Mediterraneo.

L’opinione dell’IPCC sulle condizioni meteorologiche estreme

Per la prima volta nei suoi rapporti di valutazione fisica, l’IPCC ha dedicato un capitolo al meteo e agli estremi meteorologici di un clima in mutamento, esaminando il legame tra l’aumento delle temperature globali e la probabilità di un andamento meteorologico e di eventi climatici sempre più violenti.

La probabilità è aumentata, avvisa il rapporto con maggiore certezza rispetto alle relazioni precedenti. Per ogni 0,5°C in più di riscaldamento si innescheranno notevoli cambiamenti nel caldo estremo, forti precipitazioni e siccità, cicloni tropicali e ondate di calore marine, che potrebbero verificarsi più spesso e con maggiore intensità in molte regioni.

Il caldo estremo è già più intenso su gran parte della superficie terrestre del pianeta, mentre la frequenza delle ondate di calore marine è raddoppiata dagli anni ‘80 del secolo scorso.

Gli ultimi quarant’anni hanno anche visto precipitazioni più elevate associate a tempeste e cambiamenti delle rotte delle tempeste, che dalle medie latitudini si spostano verso i poli in entrambi gli emisferi. Sono diventati più comuni anche i cicloni tropicali più intensi, mentre i tifoni nel Pacifico settentrionale occidentale si sono formati più a nord rispetto al passato.

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