Calenda con Carfagna e Gelmini lancia sfida a FI: noi veri liberali

Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 29 lug. (askanews) - Carlo Calenda festeggia l'arrivo di delle ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini e lancia la sfida a Forza Italia e al suo elettorato moderato. "Questa legislatura si è conclusa con i popolari, Forza Italia, che hanno mandato a casa l'italiano più illustre del mondo. Tocca a noi in questo momento difficile l'onere di rappresentare il mondo liberale e popolare", ha detto il leader di Azione che ha convocato nel pomeriggio una conferenza stampa con la Stampa Estera.

E' infatti agli occhi del mondo esterno che Calenda ci tiene a far sapere che la destra non può garantire la reputazione internazionale dell'Italia e soprattutto la sua collocazione atlantista. Non a caso è questo il tasto toccato in più occasione dalla ministra per il Sud Carfagna elencando i "motivi che mi hanno spinto ad aderire ad Azione", ossia "la vera casa italiana dei moderati, popolari, atlantisti, liberisti. Un partito in cui nessuno si sognerà di tramare con la Russia o la Cina contro il governo in carica, in cui nessuno ha come esempio l'Ungheria di Orban".

"Chi ha scelto Calenda ha fatto una scelta coerente con quello che era Forza Italia nel '94, quello che ora non è più perché ha preferito inseguire Salvini", rincara il ministro per gli Affari regionali Gelmini.

"Non si può essere europesti in Europa e populisti in Italia - insiste Calenda puntando il dito contro il collega al Parlamento europeo Antonio Tajani -, questo giochino non funziona con la comunità internazionale, nè con le imprese che sono rimaste esterrefatti dal comportamento di Berlusconi. Forza Italia ha deciso di uscire da quel consesso europeista ed atlantista, qualcuno lo dica a Tajani altrimenti glielo dirò io in plenaria a Strasburgo".

Parole che hanno suscitato la reazione piccata del coordinatore nazionale di Fi: "Nessun italiano acquisterebbe un auto usata da Carlo Calenda. Io ho servito la Nato vestendo l'uniforme, lui blatera seduto su un divano ai Parioli mentre fa l'assenteista a Bruxelles".

Sul fronte delle alleanze Calenda non conferma nè smentisce di aver deciso di allearsi, seppur in una formula esclusivamente "tecnica" con il Pd e il centrosinistra perchè la decisione dice "la prenderemo insieme con tutti gli organi del partito", di cui ora fanno parte anche Gelmini e Carfagna. Ma che l'esito sia questo lo lascia intendere quando dice che "Azione metterà l'interesse nazionale innanzi a tutto" anche se "non serve un sondaggio per vedere cosa giova ad Azione, lo avete capito tutti, quello che stiamo valutando è se la maggiore performance al proporzionale è in grado di contrastare la destra". Una destra che a suo avviso pecca di arroganza se pensa di aver già vinto. E qui si lascia andare ad una delle tante espressioni romanesche che ama usare: "La destra ha già vinto? Ma de che? La combattiamo metro per metro e la rimandiamo nella bolgia degli irrespnosabili, la sconfiggiamo con la serietà, con la forza delle proposte che sono il vero lascito di Draghi - dice ancora -. Io non credo gli italiani vogliano essere declassati da partner di Germania e Francia a partner di Orban".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli