Calenda e il 'confronto': "Meloni ridicola, Letta furbetto"

(Adnkronos) - Giorgia Meloni "ridicola", Enrico Letta "furbetto". Carlo Calenda, leader di Azione, nel suo 'controdibattito' si esprime così nei confronti della numero 1 di Fratelli d'Italia e del segretario Pd, che si sono sfidati nel confronto ospitato dal Corriere della Sera. "Letta e Meloni presentano i programmi dei loro partiti, non delle coalizioni. Non c'è nessuna coalizione, è una finzione", è la riflessione.

"Meloni che dice 'è finita la pacchia in Europa' è ridicola, non credo che nessuna tremi, ma queste parole fanno male all'Italia", dice Calenda dai suoi canali social rispondendo alle stesse domande poste a Letta e Meloni.

"La nostra linea è simile a quella di Letta, riteniamo che ci voglia più Europa, ma con qualche differenza: ad esempio, che non si possa ritenere di andare avanti con tutti questi paesi che mettono veti come Polonia e Ungheria, e siamo anche contrari sull'allargamento indiscriminato. Non si può avere una Europa insieme molto forte e molto larga, il Pd ha posizione ingenua", dice Calenda.

Quando si parla di fisco, nel mirino finisce il segretario dei dem. "Letta, stai facendo il furbetto. Andare al Sud a dire che si assumeranno 900 persone nella pubblica amministrazione, che si finanzieranno 1000 bar in 1000 borghi, o che si daranno 10 mila euro ai giovani è un inseguimento dei 5 stelle che non appartiene alla cultura del Pd", dice Calenda.

"La massima ipocrisia italiana sono i condoni - aggiunge Calenda - li abbiamo fatti tutti, primo tra tutti Enrico Letta. La Lega poi propone di condonare tutto tranne l'omicidio. La fideiussione da chiedere a tutte le imprese? E' anticostituzionale. Dimostra che è l'ora del dilettante allo sbaraglio".