Calenda: a Roma ogni periferia è diversa. Torniamo al decoro

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Roma, 30 set. (askanews) – A Roma non si può parlare di periferia in termini generali, ogni periferia è diversa. Su questo punto insiste il candidato sindaco di Azione Carlo Calenda, il quale sottolinea, in questo colloquio con askanews, la necessità di stilare un programma specifico per ogni quartiere, come ha fatto la sua lista. Per Calenda poi occorre varare un piano straordinario per il ritorno al decoro della città.

“I problemi principali sono quelli che tutti sanno, no? Sono trasporti, rifiuti, decoro urbano, verde. Queste sono le cose fondamentali sulle quali noi abbiamo scritto qualche centinaia di pagine di programma. Quindi come risolverli, con quanti soldi, dove farli etc… Detto questo – ha sottolineato Calenda -, ogni periferia è diversa, a Roma non si può parlare di periferia in termini generali. Gregna, qua siamo appunto al municipio di Gregna, e Morena sono una cosa, Romanina un’altra. Sono tutte cose diverse e dunque io rifiuto il principio di parlare di periferie. In ognuno dei quartieri abbiamo fatto un programma specifico”.

“Noi abbiamo l’idea – ha ggiunto il candidato a sindaco della Capitale – che ci voglia un piano straordinario che abbiamo quantificato in giorni/uomo di lavoro, cioè quante persone servono. Ovviamente non assunte ma con contratti attraverso società che lo fanno per due anni… Diciamo che costa 38 milioni di euro l’anno. Ci consente di arrivare al Giubileo e anche prima, 12 mesi prima, con una città ripristinata nel decoro. Che vuol dire? Che non è solamente l’immondizia, è la pulizia dei marciapiedi, levare le scritte. Le erbe infestanti perché il decoro chiama decoro, il degrado chiama degrado. Noi doabbiamo tornare a un minimo di decoro”.

Ma perché lei è appoggiato da una unica lista? Gli è stato chiesto. “Perché noi – ha spiegato Calenda – stiamo cercando di fare delle cose sul serio e dunque insieme a un programma approfondito, un lavoro lungo, sappiamo che la lista unica vuol dire unità d’intenti, cioè sono persone che condividono tutte un programma, che hanno uno stesso orientamento su Roma, mentre invece se tu metti tutto e il contrario di tutto in sette liste quando poi ti trovi a governarla Roma non riesci a governarla”.

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