Cambia istituto sulla famiglia, Osservatore: critiche tendenziose

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Città del Vaticano, 28 lug. (askanews) - L'Osservatore Romano respinge come "sbrigative e tendenziose" le critiche al nuovo piano di studi del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia adottato sulla scia del motu proprio di Papa Francesco "Summa familiae cura".

"Alcune recenti uscite sulla stampa italiana hanno criticato il nuovo piano di studi, a loro dire, troppo inclinato verso la sociologia", scrive sul giornale vaticano Giovanni Cesare Pagazzi. "Che tali osservazioni siano sbrigative e tendenziose lo mostra anche il fatto che, tra le novità spiccanti, già additate dal preside monsignor Pierangelo Sequeri sulle pagine de 'L'Osservatore Romano', sta il davvero consistente spazio riservato alla teologia dogmatica in genere e alla prospettiva ecclesiologica in specie. Del resto Francesco l'aveva esplicitamente richiesto nel motu proprio, parlando del "peculiare profilo ecclesiale della famiglia" che è "decisiva per il futuro del mondo e della Chiesa".

"Comprendere il mondo in maniera disincarnata significa scarnificarlo, mortificarlo, costringendolo in una gabbia di concetti, norme, progetti e modelli (anche sociologici) inerti", spiega il teologo.

"I legami che compongono le famiglie costituiscono la carne della Chiesa, l'alfabeto necessario se s'intende parlare al mondo, destinato prima o poi a essere abitato dallo Spirito Santo, dalla sua incomprensibile premura, dalla sua sorprendente potenza", scrive ancora don Pagazzi. "Chi sa quanto può il mondo se abitato dallo Spirito di Cristo? La Chiesa ha il potere e il dovere di rispondere a questo interrogativo. Riuscirà nella misura in cui non si staccherà dalla sua carne, vale a dire dai legami con persone e cose che costituiscono la trama d'ogni famiglia (anche la più complicata) e della realtà tutta. Ecco perché è necessario che un istituto accademico destinato a indagare la realtà della famiglia promuova, tra le altre, una visuale ecclesiologica. Altrimenti la Chiesa rischierebbe di non essere all'altezza dello sguardo di Gesù, capace di evangelizzare la carne, salvandola dalla sua drammatica, mortale fiacchezza, ma al contempo in grado di cogliere il Vangelo che in essa già freme".