Cambia la comunicazione di M5s: salvati solo dieci 'storici'

Eliano Imperato / Controluce via AFP

AGI - Ilaria Loquenzi dentro, Andrea Cottone fuori. Il Movimento 5 stelle si riorganizza in Parlamento ma molti della vecchia guardia di comunicazione e legislativo sembrano dover rimanere fuori. Nessuna ufficialità ma le voci restano insistenti.

E il taglio del numero dei parlamentari, in questo senso, gioca a favore della sforbiciata. In tanti, fra i dipendenti, il cui contratto è scaduto il  12 ottobre scorso, sono ancora - si apprende - in attesa di capire se avranno un rinnovo. Pare riguardi soltanto una decina di loro. Il "malumore" si fa sentire anche se negli ambienti pentastellati tutti riconoscono al M5s di aver lavorato bene fino ad ora.

 

 


Intanto, stamane ha parlato con l'Agi lo 'storico' Nik il nero: il Movimento 5 stelle "lo hanno stravolto e non è una questione di soldi. M5s mi scorre nelle vene ma non c'è più e non saprei nemmeno per chi votare la prossima volta alle politiche", dice Nicola Virzì, all'indomani della rivoluzione - annunciata da settimane soprattutto alla Camera - per cui molti comunicatori pentastellati non vengono riconfermati. Sovrannumero? "Forse ma non è questo il modo", dice a proposito del fatto che nessuno è stato avvisato del fatto di essere lasciato a piedi.
Sono cambiate tante cose, l'unica rimasta è il vincolo dei due mandati. Ora abbiamo una sede, una diversa organizzazione. Vogliamo rifare i vecchi partiti? Un grave errore", nota l'attivista di sempre del Movimento e videomaker 5 stelle, ogni volta in prima fila e da sempre compagno di viaggio di Beppe Grillo.

Le ultime elezioni? "Non sono state una grande vittoria, ma una vera sconfitta del Pd. In ogni caso, noi eravamo sotto il 10% e la natura di M5s è comunque quella di viaggiare da soli". Crimi e Taverna come consulenti? "E' una scelta tecnica, ne avranno valutato le competenze. Per me non è una questione di denaro, ma di principio". Grillo? "Non lo sento da settimane". E Casalino? "Mi ha mandato un messaggio". Agli albori del Movimento il rapporto comunicazione/eletti era rovesciato: erano gli addetti stampa dei gruppi a dettare la linea ai parlamentari e a decidere chi dovesse 'metterci la faccia' in tv.

Secondo quanto apprende l'AGI la strategia comunicativa del Movimento 5 stelle punterebbe sui  'fedelissimi' dell'ex premier, in qualche modo rendendo meno stringente il controllo del garante:'è Conte che comanda e nessuno può decidere al suo posto', è l'analisi che viene riferita alla luce dei nomi storici che non rientrebbero nello staff.