Cambia l'Isee, la proprietà della casa peserà di meno

Riforma Isee
Riforma Isee

Ereditata dal governo precedente, la riforma Isee mira a  rafforzare il sostegno riconosciuto con l’assegno unico per figli a carico e l’accesso alle agevolazioni e ai bonus

Perchè si rende necessaria la riforma dell’Isee

Il calcolo Isee era stato già oggetto di riforma nel 2015 ma i suoi parametri non si sono mostrati affidabili nella fotografia della reale della situazione socio-economica del Paese. In particolare quello che sembra “falsare” il calcolo dell’Isee è quello delle proprietà immobiliari, che , come noto, fanno aumentare l’Isee. Il problema è che in alcuni casi si tratta di proprietà che in effetti non comportanto entrate, come nel caso degli immobili sfitti o delle eredità.

Il legame con l’assegno unico per i figli

La volontà del governo Meloni di rivedere i parametri dell’Isee  è strettamente legata all’assegno unico per i figli a carico che viene erogato proprio in base ai suoi parametri.  In base all‘Osservatorio dell’Inps infatti, i potenziali beneficiari dell’assegno unico per i figli a carico sarebbero molti di più rispetto alla platea di richiedenti.

Il fine della riforma dell’Isee

In realtà la riforma dell’Isee era già in programma nel governo Draghi ma a causa della crisi non è stata portata a termine. Il fine è dunque quello di rendere l’ndicatore più realista della condizione economica delle famiglie. Non solo per l’assegno unico per i figli a carico ma anche per tutta una serie di bonus che sono legati all’Isee comei l bonus bebè, il reddito di cittadinanza, bonus mobili,  i vari bonus energia e cosi via.

Le scelte possibili e i beneficiari

Dal punto di vista prettamente tecnico, le vie possibili per la riforma dell’Isee – ad esempio un aumento della franchigia – sono molte ma sembrano tutte orientate  nell’evitare che gli immobili pesino troppo sul valore finale.

Insomma, sono molte le famiglie che potrebbero beneficiare di questa riforma.In particolare se la via scelta fosse quello dell’ aumento della franchigia, i benefici riguarderebbero tutte le famiglie con casa di proprietà, per i quali scatterebbe una riduzione dell’indicatore finale e un conseguente aumento delle varie agevolazioni e bonus percepite.

Il costo della riforma

La riforma però  ha un costo che va assolutamente valutato in termini di copertura delle risorse.  Sempre in base ai dati dell’Osservatorio Inps infatti, la spesa complessiva per finanziare l’assegno unico tra marzo e agosto è stata pari a 7,2 miliardi di euro. Dai 15,12 miliardi attuali, secondo alcune stime, nei prossimi anni l’aumento potrebbe superare i 18 miliardi.