Cambiamenti climatici, Greenpeace lancia operazione "Mare caldo"

Roma, 4 dic. (askanews) - Per monitorare gli impatti dei cambiamenti climatici sul mare, Greenpeace ha lanciato l'Operazione "Mare Caldo" da Napoli, dove si svolge la Cop21, la Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona, che riunisce i governi dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, proprio mentre a Madrid è in corso la COP 25 sul clima.

"Mare Caldo" è anche il nome del rapporto che è stato pubblicato, in cui si sottolinea il ruolo cruciale degli oceani contro i cambiamenti climatici grazie all'azione di assorbimento di calore e CO2 dall'atmosfera. Si stima, infatti, che gli oceani abbiano assorbito circa il 90% del calore dovuto al riscaldamento globale, ma ne stiano anche soffrendo le conseguenze. Il riscaldamento del mare, l'acidificazione e la perdita di ossigeno, iniziano ad avere gravi impatti sulla biodiversità marina e non solo. Lo scioglimento dei ghiacci e l'aumento del livello del mare minacciano la vita di migliaia di persone. Per studiare questi cambiamenti, Greenpeace ha installato, insieme all'Università di Genova, una stazione pilota vicino alla costa dell'Isola d'Elba per misurare le temperature del mare grazie a sensori posti fino a 40 metri di profondità che raccoglieranno dati per due anni.

Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace Italia:

"I mari del Pianeta sono i nostri più grandi alleati contro il cambiamento climatico ma ne stanno anche scoprendo le conseguenze; è importanti mantenerli in salute. Solo tutelando le aree più sensibili dagli impatti delle attività umane come la pesca eccessiva o l'inquinamento potremo permettere loro di adattarsi a un cambiamento già in atto e continuare a sequestrare quantità importanti di CO2 dall'atmosfera".