I cambiamenti per insegnanti e studenti

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Scuola
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Il Governo ha approvato un nuovo decreto per contrastare l’emergenza Covid in Italia. Si conferma la stretta attualmente in vigore, ma ci sono anche delle novità, alcune delle quali riguardano la scuola.

La scuola con il nuovo decreto

La stretta attualmente in vigore continua, con la sospensione della zona gialla e la divisione del Paese in zone rosse e arancioni. Le novità di questo decreto sono l’inserimento dello scudo penale per chi somministra i vaccini e l’obbligatorietà di sottoporsi a vaccinazione per i sanitari. Inoltre, è stata stabilita la riapertura delle scuole in presenza anche in zona rossa, da quella dell’infanzia alla prima media. Una riapertura che era già stata annunciata. Nel decreto si legge che “dal 7 al 30 aprile è assicurato in presenza sull’intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado“. “La disposizione di cui al primo periodo non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome” è stato aggiunto.

La seconda e terza media e le scuole superiori in zona rossa rimarranno in didattica a distanza. Per quanto riguarda le zone arancioni e gialle, la seconda e terza media potranno svolgere l’attività didattica in presenza, mentre per le superiori le lezioni verranno organizzate in modo flessibile integrando anche la didattica a distanza. Nel decreto si parla anche di zona gialla, nonostante sia sospesa, perché sono previste deroghe a questa misura. Non sono stati inseriti automatismi richiesti dal centro destra che avrebbero fatto scattare riaperture sotto una soglia di contagi. Delle riaperture, ha dichiarato il Governo, se ne parlerà a maggio, tranne che per la scuola. “Si ricomincia dalla scuola, che è la prima a riaprire. Questo è il segnale che abbiamo voluto dare in maniera chiara e limpida. Anche nelle zona rosse si torna in presenza” ha commentato Patrizio Bianchi, ministro dell’Istruzione.