Cambiare i dati per non finire in arancione. Le regioni ci provano, Speranza dice no

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Health Minister Roberto Speranza during the press conference at the end of the Council of Ministers to illustrate the new anti-covid 19 measures and the new decree on the Green Pass, at the Multifunctional Hall of the Presidency of the Council. Rome (Italy), November 24th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)
Health Minister Roberto Speranza during the press conference at the end of the Council of Ministers to illustrate the new anti-covid 19 measures and the new decree on the Green Pass, at the Multifunctional Hall of the Presidency of the Council. Rome (Italy), November 24th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Le Regioni sono in pressing sul Governo per alleggerire ulteriormente le regole per i vaccinati contro il Covid e per evitare di finire in arancione-rosso. Il Comitato tecnico scientifico, almeno per il momento, sembra non volersi sbilanciare. Mentre dalle parti del Ministero della Salute la posizione sembra propendere decisamente verso il “no”.

Ma quali sono le richieste avanzate dalle Regioni? Innanzitutto quella di mantenere i sette giorni di isolamento per i positivi, eliminando però la necessità di un tampone finale per coloro che sono rimasti asintomatici per l’intero periodo. Un modo per ridurre quella corsa al tampone che ha creato non pochi problemi nelle ultime settimane, con code lunghe anche ore davanti a farmacie e centri per i test. Del resto, ricordiamo, le norme su quarantena e isolamento erano già state riviste, con circolare del ministero della Salute, appena lo scorso 30 dicembre. Con le norme attualmente in vigore i vaccinati con booster, i vaccinati che hanno concluso il ciclo primario nei 120 giorni precedenti ed i guariti dal Covid nei 120 giorni precedenti, se asintomatici, non vanno più in quarantena ma si limitano ad un periodo di auto-sorveglianza dal quale escono dopo 5 giorni senza la necessità di tampone. Quanto ai sintomatici, è vero che per loro resta l’obbligo di tampone finale per uscire dall’isolamento, ma il periodo è stato ridotto da 10 a 7 giorni.

Del resto anche nel Regno Unito – Paese che il nostro Ministero della Salute ha preso come modello per modulare la policy sulle quarantene – l’isolamento per i positivi vaccinati è stato ridotto prima da 10 a 7 giorni, mentre dalla prossima settimana scenderà ulteriormente a 5 giorni, ma verrà richiesta l’esecuzione di due tamponi rapidi.

Ma le richieste delle Regioni non si fermano qui. Si punta anche a rivedere la definizione di caso di Covid in modo da non far rientrare i positivi asintomatici nella conta quotidiana dei contagi. E, per finire, si punta ad eliminare dal conteggio dei ricoverati per Covid le persone ospedalizzate per altre patologie che, al momento dell’accesso in ospedale, risultino positive al tampone. In questo senso la Lombardia si è spinta già oltre annunciando che da domani, venerdì 14 gennaio, “sarà in grado di distinguere all’interno dei ricoveri Covid positivi dei propri ospedali, quali ricoveri afferiscono direttamente a una patologia Covid-dipendente (polmoniti e gravi insufficienze respiratorie) e quali invece si riferiscono a pazienti ospedalizzati per altre patologie e poi riscontrati positivi al tampone pre-ricovero”, come spiega una nota della Direzione generale Welfare della Regione. La Direzione spiega che questa distinzione è finalizzata a dare “una rappresentazione più realistica e oggettiva della pressione sugli ospedali causata dal Covid”.

In realtà, la prima ricaduta concreta di questa distinzione sarebbe quella di modificare i numeri sulle ospedalizzazioni Covid allontanando così, per diverse Regioni, lo spettro della zona arancione o, peggio ancora, rossa. Già oggi, con l’attuale conteggio, la Valle d’Aosta sembra destinata con certezza a passare in zona arancione da lunedì 17 gennaio. E nelle settimane successive sono almeno quattro le Regioni che potrebbero seguirle. C’è da dire che, rispetto allo scorso anno, con le nuove regole sul green pass rafforzato il cambio di colore, per i vaccinati, non implica di fatto nessuna limitazione concreta. E parliamo ormai di circa l’87% della popolazione over 12. Per i non vaccinati, invece, si tradurrebbe in ulteriori restrizioni come ad esempio l’impossibilità di potersi spostare dal proprio Comune e Regione se non per lavoro, necessità, salute o servizi non disponibili nel proprio Comune. Verrebbe inoltre impedito loro anche l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali.

Insomma, almeno per ora, le indicazioni del Ministero della Salute sembrano propendere sì verso una maggiore libertà in favore dei vaccinati, mantenendo però le dovute cautele.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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