Camera boccia presidenzialismo Meloni, determinanti assenze centrodestra

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Roma, 10 mag. (askanews) - L'Aula della Camera ha respinto la pdl di riforma costituzionale targata Giorgia Meloni per introdurre l'elezione diretta del Capo dello Stato. Con 236 voti a favore da M5s Pd e Leu, 204 contrari di Fdi Lega Forza Italia Coraggio Italia e Noi con l'Italia e 19 astensioni di Italia Viva sono stati approvati gli emendamenti del centrosinistra interamente soppressivi della riforma costituizionale presidenzialista targata Meloni. A fare la differenza l'assenza di non poco peso politico, fra i parlamentari di centrodestra: 26 deputati della Lega e 13 di Forza Italia. Se fossero stati presenti lo stop al presidenzialimo non sarebbe passato.

La proposta Meloni mirava oltre all'elezione diretta ad attribuire al Presidente della Repubblica anche il potere di dirigere il governo e di presiedere il consiglio dei ministri.

Piccolo misundertanding quando si è trattato di votare "contro" il mantenimento dell'articolo 6 della pdl (che prorogava la durata della legislatura di due mesi se lo scioglimento delle Camere cadeva in concomitanza del 'semestre bianco'). I deputati infatti in prima battuta hanno invertito le loro votazioni (centrosinistra a favore e centrodestra contro), nonostante l'intenzione fosse opposta. Il vicepresidente Ettore Rosato ha cosi dovuto ripetere più volte la formula della votazione perchè fosse compresa e alla fine "il mantenimento dell'articolo 6" è stato "bocciato" con 236 no, 205 sì e 19 astenuti.

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