Camera Penale: troppe domande senza risposta su rivolte... -2-

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Bologna, 11 mar. (askanews) - "I morti nelle rivolte - spiegano dalla Camera Penale di Modena - sono saliti a 9, un numero enorme che lascia sgomenti, ancor di più per il fatto che risulta difficile comprendere come molti di loro siano deceduti nel corso della traduzione o presso l'istituto di destinazione". Ma ancora di più "risulta difficile comprendere come sia stato possibile che i detenuti siano riusciti a impossessarsi di un carcere: le risorse in campo erano sufficienti a garantirne il controllo? La struttura era idonea ad impedire ad un gruppo di detenuti di mettere a rischio la sicurezza dei loro compagni e degli agenti di custodia? E' ammissibile che la polizia penitenziaria si trovi in condizioni sostanzialmente ingestibili?".

"Non vogliamo puntare il dito contro qualcuno - ha spiegato l'avvocato Gianpaolo Ronsisvalle -. Ma rileviamo che non si è fatto nulla per prevenire la situazione dentro la struttura di Modena, in presenza di una convivenza di numerosissimi soggetti con problemi di tossicodipendenza".

Queste circostanze "meritano un rigoroso approfondimento, apparendo evidente a tutti come lo Stato debba tutelare l'incolumità dei ristretti - i quali, peraltro, neppure avevano partecipato in massa alla rivolta -. Sorprende il silenzio imbarazzante serbato dal ministro della Giustizia per molte ore (in realtà per giorni) sulle rivolte in corso, così come stupisce che nessun parlamentare eletto nel modenese, neppure se componente della Commissione Giustizia, abbia sentito il dovere di compiere alcuna visita ispettiva per comprendere la esatta dinamica dei fatti e le conseguenze di quanto avvenuto. Una grave mancanza, che denuncia ancora una volta come le politiche punitive siano abbandonate a loro stesse, senza alcun reale governo del fenomeno".