Camillo Pasquarelli racconta la "valle delle ombre" di chi è stato reso cieco dalla guerra

Adalgisa Marrocco
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La cecità come dramma collettivo, la morte come presenza quotidiana, l’ombra come stato dell’anima e condizione di vita. È questa la narrazione fotografica che Camillo Pasquarelli fa della Valle del Kashmir, zona contesa da India e Pakistan dal 1947 e tra le più militarizzate al mondo. 

Il fotografo classe 1988 e Premio FotoLeggendo 2018 è sceso nel dramma delle persone, lo ha fatto con la prospettiva della scienza ma con l’umanità della guerra nel cuore, scavando nella “valle delle ombre” tra le storie delle persone private della vista o della vita dalla violenza della rappresaglia. 

Fucili a piombini, considerati “non letali” e usati per mantenere il controllo delle città, trafiggono il corpo e l’anima delle popolazioni locali, facendo della cecità un dramma collettivo. Una tragedia raccontata da “The Valley of Shadows” di Pasquarelli, mostra a cura di Emilio D’Itri che sarà esposta dal 19 settembre all’11 ottobre 2019 presso Officine Fotografiche di Roma.

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La storia raccontata da Pasquarelli parte da lontano. Nel 2010 il governo indiano dota le forze di sicurezza, dispiegate nello stato del Jammu e Kashmir, di cartucce riempite con centinaia di piccoli proiettili di piombo da usare durante gli scontri in città. Armi da puntare solo verso la parte inferiore del corpo, almeno in teoria. Armi che, nella realtà, sono diventate strumenti di repressione. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato nel 2018, il suo utilizzo ha causato la cecità di mille persone e decine di morti.

Tutto è iniziato l’8 luglio 2016 quando Burhan Wani, giovane comandante del gruppo armato kashmiro Hizbul-e-Mujahideen, è stato ucciso in un scontro con l’esercito indiano. Popolarissimo tra i giovani, soprattutto grazie ai social network, Wani col suo martirio ha esacerbato lo scontro tra governo e popolazione.

 

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Il governo ha imposto alla popolazione un coprifuoco di quattro mesi, mentre i leader separatisti continuavano a incitare...

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