Camorra, aiutarono latitanza capoclan Orlando:6 misure cautelari

Psc

Napoli, 22 nov. (askanews) - Ricostruita la rete di favoreggiatori che aiutò l'ex latitante di camorra Antonio Orlando detto "Mazzolino". I carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale procura antimafia, nei confronti di sei indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso e favoreggiamento personale, aggravati dalle finalità mafiose, oltre che, per uno di loro, inosservanza delle prescrizione imposte dalla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Tra i destinatari della misura detentiva figura anche lo stesso Antonio Orlando, considerato il capo dell'omonimo clan camorristico attivo a Marano di Napoli e comuni limitrofi, arrestato dopo 15 anni di latitanza il 27 novembre 2018 e attualmente detenuto. L'uomo è ritenuto responsabile di falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri e possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, aggravati dalle finalità mafiose.

L'indagine, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea, ha consentito di individuare la rete dei fiancheggiatori che hanno favorito la latitanza di Orlando e svelare l'assetto organizzativo del clan omonimo. Gli investigatori hanno accertato come gli indagati avessero fornito assistenza all'allora latitante, locando un immobile a Mugnano di Napoli, occupandosi di tutte le relative incombenze, evitando così di far esporre direttamente Orlando, mettendogli a disposizione, inoltre, veicoli a lui non riconducibili per favorirne gli spostamenti. (segue)