Camorra, a Maddaloni gestivano slot machine per clan Belforte

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Napoli, 3 mar. (askanews) - Per conto del clan camorristico Belforte avrebbero imposto l'installazione di diverse slot machine in quasi tutti i bar di Maddaloni, paese in provincia di Caserta. È questa l'accusa per una famiglia di imprenditori, i Marciano di Maddaloni, ritenuta collusa con il clan Belforte. La Guardia di finanza ha sequestrato una parte del loro patrimonio, stimato per un valore 300mila euro, in particolare due società individuali e un'auto.

Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Napoli ed eseguito dai finanzieri della Compagnia di Marcianise nei confronti di due prestanome dei Marciano. Gli imprenditori, nonostante i diversi provvedimenti giudiziari in cui erano coinvolti, avrebbero continuato ad esercitare la propria attività illecita per conto dei Belforte.

Nel marzo del 2018, l'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli coinvolse il capostipite dei Marciano, il 68enne Vincenzo, solo indagato, i suoi sei figli, tutti finiti in carcere tranne uno per vari reati con l'aggravante mafiosa, e altri tre imprenditori che si erano prestati a fare da prestanome. Per quest'ultimi il Gup di Napoli ha riconosciuto la colpevolezza al termine del giudizio abbreviato, comminando condanne dai 2 ai 4 anni e disponendo la confisca dei beni che si erano intestati riconducibili ai Marciano.

E' stato assolto invece proprio il capofamiglia Vincenzo Marciano, unico della sua famiglia a scegliere il rito abbreviato, mentre i figli, tutti ancora sottoposti a misure restrittive della libertà, hanno optato per il rito ordinario.