Camorra, pompe funebri gestite da clan: 6 arresti nel... -2-

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Napoli, 24 ott. (askanews) - Alfonso Cesarano, nel 2013, si sarebbe dimesso dalla carica di presidente del Cda di un'altra società funebre, la Cesarano Nicola pompei funebri Cooperativa, oggi non più attiva, in favore del nipote Catello Cesarano. Le dimissioni erano avvenute l'immediata conseguenza dell'interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli il 7 dicembre 2012 nei confronti della società di servizi cimiteriali Caronte sas, della quale era socia accomandataria la moglie di Cesarano, nonché della decisione della commissione di gara per l'assegnazione dei servizi cimiteriali a Castellammare di non procedere all'espletamento della gara, a cui partecipava la Cesarano pompe funebri cooperativa. Successivamente, Alfonso e Catello Cesarano trasferirono, fittiziamente, due rami d'azienda della Cesarano Nicola pompei funebri cooperativa, a una nuova società, la Servizi funebri srl, costituita ad arte e intestata a Michele Cioffi, che rilevò anche il ramo d'azienda della Caronte sas, continuando a svolgere i servizi cimiteriali a Castellammare di Stabia. (segue)