Camorristi scarcerati, festa di piazza con cantanti neomelodici

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Festa di piazza a Pozzuoli, con tanto di fuochi d'artificio e un concerto di cantanti neomelodici, per salutare il ritorno nel quartiere di due affiliati ai clan Longobardi e Beneduce, scarcerati dopo una lunga prigionia. Sono partiti dai video pubblicati sui social network le verifiche dei carabinieri su quanto avvenuto nella serata di giovedì scorso nel quartiere Monterusciello. La festa, non autorizzata dal Comune di Pozzuoli né dalle forze dell'ordine, ha richiamato un centinaio di persone ed è culminata nel concerto di Anthony, pseudonimo di Antonio Ilardo, cantante neomelodico noto nella zona.  

I carabinieri della compagnia di Pozzuoli, secondo quanto riporta il quotidiano 'Il Mattino', verificheranno se sussistono eventuali violazioni delle norme contenute nel testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, in particolare per quanto riguarda le disposizioni in materia di spettacoli e ordine pubblico. La festa è stata organizzata per il ritorno in libertà di Giovanni Illliano, detto Fasolillo, e Silvio De Luca, detto 'o nanetto', che hanno scontato rispettivamente 8 e 10 anni di carcere.  

Foto e video della festa di Monterusciello sono finiti sui social e da lì sono partite le verifiche dei militari. Il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, è intervenuto ieri sulla vicenda con un post nel quale ha sottolineato che "Pozzuoli non è una città di camorra" e ha spiegato di provare "disprezzo assoluto verso chi ha voluto omaggiare il ritorno dal carcere di membri appartenenti ai clan. Loro, i camorristi - ha aggiunto Figliolia - non sono nessuno, non valgono nulla. Rovinano soltanto l'immagine di una terra e di una comunità di gente perbene che lotta ogni sacrosanto secondo per affermare regole, rispetto e legalità". 

Sul caso è intervenuto anche il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra con un post su facebook. "Camorra e neomelodici. Quello fra certe espressioni canore e camorra è un rapporto spesso perverso, in cui si consolidano nel tempo coaguli di ambiguità che vanno sciolti. Quanto avvenuto a Pozzuoli, per come riportato da 'Il Mattino' di Napoli, dimostra quanto si debba far attenzione ai tentativi di costruire una cultura popolare usa ad accettare la prevalenza dei simboli della criminalità organizzata di stampo mafioso sullo Stato", dice Morra. 

"Concerti in piazza con dediche a detenuti ed inni a miti della camorra, fuochi d'artificio, per festeggiare la fine della detenzione di galeotti ritenuti organici ai clan di camorra, con relativa occupazione di suolo pubblico, il tutto senza autorizzazione alcuna, questo avveniva a Pozzuoli pochi giorni fa: ce lo possiamo permettere senza battere ciglio? Lo Stato può ammettere che tutto avvenga senza rilascio di alcuna preventiva autorizzazione? - chiede Morra - Che sia chiaro: le domande precedenti son evidentemente retoriche, perché lo Stato ha il dovere/diritto di consentire o meno prima, e non di intervenire dopo a sanzionare l'affronto subito riconoscendo mestamente la sua impotenza...".