Campagna “Ciao papà” di Idealista vince premio Isabella Bernardi

Image from askanews web site
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Milano, 13 lug. (askanews) - L'art director Lorena Cascino, con la campagna "Ciao papà" di Idealista, ha vinto la prima edizione de "La Premia Isa", il premio intitolato a Isabella Bernardi e riservato alle donne, che vuole promuovere la presenza attiva e paritaria del mondo femminile in quello della pubblicità. Il premio è stato assegnato ieri nel corso di una serata speciale nella quale l'art director romana (oltre che attrice) Isabella Bernardi, scomparsa lo scorso anno a 57 anni a Milano, è stata ricordata nel giorno del suo compleanno.

"Ciao papà" è il titolo dello spot realizzato per il portale immobiliare della società italo-spagnola Idealista, in occasione del Pride Month 2021. Il video è scritto e diretto dalla coppia Gibbo&Lori (ovvero Gianbattista Oneto e Lorena Cascino) e propone la normalità dell'essere omosessuali attraverso la figura di un padre che si trova alle prese con le prime uscite in coppia del figlio gay. È stata selezionata, tra le migliori proposte dalla giuria, come la campagna considerata dall'alto profilo etico ed estetico che ha rispettato il tema della pari opportunità a cui Isabella teneva in modo particolare.

La vincitrice dell'edizione 2022 della Premia Isa ha ricevuto una scultura progettata da Antonio Cirenza e realizzata da Giovanni Scafuro, sulla base di un disegno di Michele Tranquillini, creato a partire da un'idea di Isabella Bernardi. Si tratta di un cuore che batte dentro a una testa. Le idee che nascono dalle emozioni sono infatti sempre le migliori. A tutti i finalisti e alle menzioni è andata una targa col disegno di Tranquillini.

Le altre finaliste del premio erano Cristiana Bocassini e Giulia Trimarchi per la campagna "Tudum", Netflix (Publicis Italy-Le Pub), Nicoletta Zanterino e Cinzia Caccia per la campagna "Rockin Mamas", Rolling Stone (agenzia VLMY&R).

Sono state inoltre assegnate due menzioni speciali. Una a Selvaggia Lucarelli per il podcast "Proprio a me", "per avere messo a fuoco forme di violenza non necessariamente fisiche, ma spesso altrettanto dannose, aiutandoci a riflettere sulla natura profonda delle relazioni". E l'altra a Linda e Penny, professioniste della comunicazione e autrici del podcast "Freegida", uno spazio libero dove parlare di sessualità ma anche di sessismo sul posto di lavoro, grazie alla puntata "È solo un'altra stupida storia di molestie". In questo episodio la parola assume tridimensionalità e diventa atto: atto di violenza, quando viene usata per commentare i corpi di colleghe e cape in una chat aziendale; atto di consapevolezza, quando viene fatto notare che ciò che viene nominata "goliardia" si chiama in realtà "molestia". La scelta delle parole che usiamo, così come delle immagini e più in generale del linguaggio, non è mai solo una decisione estetica, ma anche etica. Questo è l'insegnamento che Isabella Bernardi ci ha lasciato. Ed è un insegnamento sempre vivo, che può essere applicato a qualsiasi prodotto di comunicazione. Anche a uno che non prevede l'uso di immagini, come un podcast.

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