Campagna “Mettiamoci in gioco”: ragione anche da Consiglio di Stato

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 31 mar. (askanews) - La campagna nazionale "Mettiamoci in gioco", contro i rischi del gioco d'azzardo, sottolinea l'importanza delle motivazioni addotte dal Consiglio di Stato nel respingere l'appello di una società che intendeva aprire una sala scommesse nel comune di Casciana Terme-Lari, in provincia di Pisa.

Una apertura della sala scommesse impedita da quanto previsto nel Regolamento finalizzato a contrastare la diffusione delle sale giochi sul territorio emanato dall'Unione dei Comuni dell'Alta Valdera, a cui aderisce anche il Comune di Casciana Terme-Lari. Un Regolamento che, peraltro, si sottolinea, fa riferimento alla legge regionale della Toscana sulla dipendenza dal gioco d'azzardo. La sala scommesse sarebbe, infatti, venuta a trovarsi a meno di 500 metri da due "luoghi sensibili" indicati nel Regolamento: un giardino pubblico e una struttura turistico-ricettiva extralberghiera (un agriturismo B&B).

"L'organo giurisdizionale - sottoline in una nota la Campagna alla quale aderisoco realtà quali Anci, sindacati confederali, Libera ed altre associazioni) - ha confermato la legittimità di individuare nei giardini pubblici un luogo sensibile, perché 'ciò che rileva, infatti, è la circostanza che in questi luoghi si verifichino, per lungo tempo o a più riprese, aggregazioni o concentrazioni di soggetti particolarmente esposti al rischio della ludopatia e tanto accade anche per i giardini pubblici, frequentati notoriamente da persone giovani e anziane, categorie meritevoli della massima protezione secondo un principio di massima cautela da applicarsi in questa materia'".

Inoltre, il Consiglio di Stato ribadisce che "le misure volte alla prevenzione ed al contrasto di forme di dipendenza dal gioco d'azzardo lecito consistente nella imposizione di una distanza minima delle sale giochi e scommesse dai luoghi cosiddetti sensibili".

'Mettiamoci in gioco' esprime, perciò, "la propria soddisfazione per quanto deciso dal Consiglio di Stato che, ancora una volta, - si afferma - riconosce la piena legittimità dell'azione di contenimento del gioco d'azzardo svolta dai Comuni, in collegamento con le leggi regionali e nel rispetto del principio della difesa della salute dei cittadini".