"In Campania nessuna alleanza tra M5s e De Luca", assicura Fico

In un'ampia intervista al Corriere della Sera, il Presidente della Camera Roberto Fico, grillino della prima ora, dice che “non mi pare affatto che il governo traballi” e che semmai “stia lavorando per attuare i punti dell'accordo”.

Tra i quali, il primo obiettivo “è quello di non aumentare l'Iva” per poi avviare un percorso solido “che rilanci in chiave sostenibile la nostra economia dando adeguate risposte a cittadini, imprese, lavoratori”. Fico è anche convinto che per raggiungere questi obiettivi “la lotta all'evasione va fatta a tutti i costi” comprendendo anche “misure incisive verso i grandi evasori, a partire da pene più pesanti”. Affrontando anche il nodo della web tax “a livello europeo”, per mettere fine “al fenomeno della concorrenza fiscale che crea distorsioni e squilibri tra i Paesi”.

"Contro il trasformismo agire sui regolamenti"

Su trasformismo, cambi di casacca, passaggio da un gruppo politico ad un altro, Fico poi aggiunge che “la strada migliore è agire sui regolamenti delle Camere”. “Si può lavorare – dice – sul regolamento della Camera, come hanno già fatto al Senato, contro il trasformismo”. Certo, dopo dieci anni anche il Movimento 5 Stelle è cambiato, “molto” sottolinea Fico, anche se “è giusto che sia così, non potevamo rimanere uguali a noi stessi”, sottolinea, la storia del Movimento è certo “una storia straordinaria”, ma appunto “è storia, non credo al ritorno alle origini, ma al futuro” chiosa la terza carica dello Stato.

E così i Meetup, la carica iniziale, i vaffa, secondo Fico sono sicuramente serviti “per creare partecipazione, coscienza critica”, anche se a dirlo con franchezza, aggiunge, “se qualche partito avesse risolto una piccola parte delle nostre istanze, il Movimento 5 Stelle non sarebbe nato”. Ma il primo cambiamento è stato proprio questo: il passaggio “da cittadini con l'elmetto alla nascita del Movimento”. Un Movimento che resta tale, “non è un partito”, ma la tempo stesso “è cresciuto ed è presente nelle istituzioni a tutti i livelli e che ha dovuto fare i conti con la gestione delle istituzioni e la complessità del lavoro nelle istituzioni”. E non è stato affatto facile, sottolinea il Presidente della Camera, “entrare nelle dinamiche parlamentari, in quelle dei consigli comunali, mantenere l'asse sui nostri temi. Cercare di comprendere le diverse posizioni all'interno del movimento”.

I dissidi nel MoVimento

Ma sono dinamiche o faide?, chiede il quotidiano. Alla domanda Fico risponde che “sono dinamiche che quando si è in tanti si sviluppano” e che non diventano un problema “quando sono gestite”, ma il dibattito interno resta “il sale delle democrazia” e se si trova una sintesi “diventa risorsa e opportunità”. Eppure, dissidenti, epurati hanno messo in evidenza la mancanza di democrazia interna ai 5S, cosa obietta Fico in proposito? E il Presidente della Camera risponde che “è una delle questioni che ho sempre portato avanti, abbiamo bisogno di un luogo dove confrontarci in modo approfondito” e oggi ce ne sono vari, “tasselli che vanno messi a sistema”.

Tanto che oggi, persone e personalità come Giulia Grillo o Barbara Iezzi non partecipino ai festeggiamenti per i dieci anni del Movimento, “è un dispiacere” per Fico “perché sono due risorse, persone che hanno dato tanto al Movimento” e “pongono delle questioni che vanno ascoltate”. E se dovesse cambiare in cosa dovrebbe farlo il M5S? “La maggiore collegialità è importante” sottolinea Fico, così come riuscire a “confrontarci con i temi del presente  e sempre di più costruire le tematiche del futuro”, tra le quali al primo posto c'è la questione ambientale con il tema delle emissioni.

"Il modello Umbria non si estende automaticamente"

E a questo proposito Fico insiste sul fatto che bisogna sostenere e promuovere “il modello dell'economia circolare” ma nel caso dei rifiuti “servono impianti all'avanguardia, serve aumentare sempre più la raccolta differenziata” oltre a “dire definitivamente basta a nuove discariche e inceneritori”.

Infine, i rapporti con il Pd. Fico si trova a suo agio con i dem più che con i leghisti? Alla domanda il Presidente della Camera risponde semplicemente che avendo la Lega “tradito” e, “siccome siamo post-ideologici, abbiamo cercato un percorso sui temi, ora bisognerà vedere”. E “la novità più grande” è il test in Umbria dove “abbiamo stretto un accordo per il bene dei cittadini umbri”. Ma il modello non è estendibile automaticamente, perché ogni territorio è a sé, “ha una classe dirigente differente e problemi differenti”. Poi un chiusura netta sulla Campania: l'asse 5Stelle-De Luca per Fico “è un ipotesi che non esiste assolutamente”, taglia corto il Presidente della Camera.