Campania zona gialla, ecco perché

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"La Campania ha molti casi, ma l'indice Rt è inferiore a quello di Lombardia e Calabria perché la trasmissione è aumentata nelle scorse settimane e ora si è in qualche modo stabilizzata: l'Rt non è elevato, ma il numero di casi sì". Lo ha spiegato Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, illustrando per quale motivo la Campania sia considerata in zona gialla -e non in zona rossa- nella 'mappa' citata dal nuovo Dpcm.

"Rispetto a marzo, oggi casi di coronavirus sono distribuiti su base nazionale. Tutto il Paese è colpito: se dico 'rosso' vuol dire circolazione del virus elevata, se dico 'arancione' è lo stesso elevata perché siamo a un Rt tra 1,25 e 1,5, ci sono poi incidenze elevate anche in zone gialle dove l'Rt è sopra 1. L'incidenza è elevata in tutte le regioni, la curva cresce e dobbiamo stare attenti perché la situazione di disagio è generalizzata", ha aggiunto.

"Una regione che si trova in fascia rossa o arancione resterà per almeno 2 settimane in questa fascia di rischio. Poi è possibile una de-escalation. C'è una certa flessibilità del sistema, che nn è così rigido. C'è la possibilità di fare zone rosse all'interno di una regione che non è in rosso, il nuovo Dpcm non abolisce questa possibilità", ha affermato. Si è sempre fatto e questi lockdown mirati continueranno ad essere attivi per zone molto ristrette geograficamente, in genere non vengono mantenuti per più di 2 settimane. Allo stesso tempo il ministro con i presidenti delle Regioni all'interno di una regione rossa può definire una zona che non necessita dello stesso livello di restrizione attribuito alla regione stessa. In Campania l'incidenza è abbastanza elevata