Campania zona rossa, prorogate misure: fino a quando

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Campania zona rossa, il presidente della Regione Vincenzo De Luca ha firmato un'ordinanza con la quale si dispone la proroga dal 22 marzo e fino al 5 aprile di misure, restrizioni e divieti adottati nelle tre precedenti ordinanze.

Fino a lunedì 5 aprile restano confermati quindi: il divieto di svolgimento di fiere e mercati per la vendita al dettaglio, compresi quelli rionali e settimanali (le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici in prossimità o all'interno di aree mercatali sono consentite esclusivamente se svolte in negozi-box purché sussista la possibilità di contingentare gli accessi e limitatamente ai singoli negozi-box provvisti di allaccio diretto alla rete idrica); la chiusura al pubblico, salvo che nella fascia oraria tra le 7.30 e le 8.30, dei parchi urbani, ville comunali, giardini pubblici, lungomari e piazze, con la precisazione che sono consentiti esclusivamente l'accesso e il transito motivati da comprovate esigenze di lavoro o di necessità, comprese quelle collegate all'accesso agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private, nonché al relativo deflusso. Resta in vigore fino al 5 aprile, così come già stabilito dall'ordinanza numero 9 del 15 marzo, il divieto di spostamenti verso le seconde case.

La proroga fino al 5 aprile delle misure in tema di attività mercatali e limitazioni alla mobilità si è resa "indispensabile a tutela della salute pubblica e per scongiurare il collasso del sistema sanitario regionale" si legge nell'ordinanza numero 10 firmata da De Luca che cita il report di ministero della Salute e Istituto superiore di sanità relativo alla settimana dall'8 al 14 marzo, nel quale la Campania viene classificata con uno scenario di tipo 4 essendo l'unica regione con un Rt "con il limite inferiore maggiore di 1,5".

I dati relativi alla Campania, si legge ancora, "attestano, anche per l'ultima settimana, un’incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti, la diffusa circolazione di varianti di Sars-Cov-2 su tutto il territorio regionale, con conseguente alto rischio di diffusività e di malattia grave e un trend dei focolai in ulteriore aumento".

Sulla scorta dei dati riportati "e di quanto segnalato dall'Unità di crisi regionale - spiega l'ordinanza - si rende indispensabile, a tutela della salute pubblica e per scongiurare il collasso del sistema sanitario regionale, confermare ulteriormente le disposizioni fino al 5 aprile 2021".