Campidoglio: piano vaccini Lazio non rispetta disposizioni nazionali

Red
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Roma, 22 feb. (askanews) - "La Regione Lazio si è dimostrata in contrasto rispetto alle disposizioni nazionali del ministero della Salute che, per la Fase 2, ha deciso l'ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della Fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni)". Così in una nota il Campidoglio.

"Già il 19 novembre del 2020 ho scritto al Commissario straordinario Arcuri e al presidente Conte sul tema della vaccinazione prioritaria per le persone con disabilità ricevendo come risposta alla mia nota ampie rassicurazioni. Da lunedì 22 febbraio in Emilia Romagna si procederà alle vaccinazioni anti-Covid delle persone con disabilità. Per la Regione Lazio le indicazioni nazionali sono carta straccia", dichiara Andrea Venuto, delegato della sindaca di Roma all'Accessibilità Universale.

Mentre nelle raccomandazioni nazionali viene precisato che la prima categoria della seconda fase a ricevere il vaccino sarà quella delle persone estremamente vulnerabili, indipendentemente dall'età, la Regione Lazio ha disposto che "parallelamente alle categorie vulnerabili, la programmazione regionale prevede l'arruolamento delle persone da sottoporre a vaccinazione secondo una priorità anagrafica, partendo dalle classi di età più avanzate". Tale impostazione comporterà inevitabilmente un ritardo nella somministrazione del vaccino alle persone con disabilità.

Per questi soggetti, la vaccinazione è stata infatti programmata a partire dal mese di maggio fino a fine luglio compreso, in parallelo con le fasce di età che vanno dai 79 fino ai 65 anni. Oltre all'Emilia Romagna, altre Regioni, come l'Abruzzo, hanno già aderito alle disposizioni nazionali, confermando la priorità alle persone con disabilità, che saranno vaccinate subito dopo la categoria degli ultraottantenni.

Per via del rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di Covid-19, ribadiamo per tali soggetti la necessità di anticipare il vaccino al mese di marzo.