Canale di Suez resta bloccato, 7 petroliere hanno cambiato rotta

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Resta bloccato il Canale di Suez dopo che quattro giorni fa, a causa di una forte tempesta di sabbia, è rimasta incagliata la 'Ever Given', nave cargo da 220mila tonnellate per 400 metri di lunghezza. Di qui la decisione delle compagnie marittime di modificare le rotte di navigazioni. Sette petroliere che trasportano gas naturale liquefatto sono state dirottate, tre delle quali verso la rotta più lunga intorno all'Africa, attraverso il Capo di Buona Speranza, come ha spiegando l'azienda di intelligence Kpler.

"In totale sono 16 le navi che trasportano gas naturale e che dovranno modificare il loro transito programmato attraverso il Canale di Suez, se il blocco continuerà fino alla fine di questa settimana", ha detto Rebecca Chia, analista di Kpler. Questa mattina sono ripresi i tentativi di disincagliare la nave, che però è rimasta nella stessa posizione.

Il proprietario giapponese della gigantesca nave cargo, Shoei Kisen, ha dichiarato che "domani sera, ora del Giappone" verrà rimossa . Lo riporta il Nikkei. "Non riusciamo a prevedere quando avrà buon esito il lavoro di rimozione", ha aggiunto una portavoce della proprietà della nave.

L'equipaggio indiano della 'Ever Given' sta lavorando attivamente con l'autorità egiziana per disincagliare l'imbarcazione. Lo ha reso noto il responsabile tecnico della Ever Given, Bernhard Schulte Shipmanagement (Bsm), affermando che "l'attenzione ora è sul dragaggio per rimuovere sabbia e il fango da tutto il lato sinistro della prua della nave. Oltre alle draghe già in loco, una draga aspirante specializzata inizierà a lavorare. Questa draga può spostare duemila metri cubi di materiale ogni ora".

Sulle cause dell'incagliamento viene citato "il forte vento" che ha sorpreso la nave cargo mentre ''transitava in direzione nord attraverso il canale di Suez diretta verso Rotterdam". In merito all'equipaggio viene chiarito che "tutti i 25 membri sono al sicuro e protetti. Tutto l'equipaggio è di nazionalità indiana e rimane a bordo. L'equipaggio sta lavorando a stretto contatto con le parti coinvolte per liberare la nave. Il duro lavoro e l'instancabile professionalità del comandante e dell'equipaggio sono molto apprezzati".

La Turchia ha offerto il suo aiuto, con l'invio di un rimorchiatore. "Abbiamo offerto aiuto e se risponderanno in modo affermativo attiveremo i nostri aiuti - ha detto a Ndtv il ministro turco dei Trasporti e delle Infrastrutture, Adil Karaismailoglu - La nostra nave Nene Hatun è una delle poche al mondo in grado di portare a termine con successo operazioni di questa portata".

La proposta turca arriva in un momento in cui Ankara sta cercando di rilanciare i rapporti con il Cairo, dopo le tensioni alle stelle seguite alla destituzione nel 2013 in Egitto del presidente Mohamed Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani.