Canale Panama, Tajani: per soluzione primo passo è rinvio ultimatum Gupc

Una nave da crociera attraversa il Ponte delle Americhe sul lato del Pacifico del Canale di Panama, 16 gennaio 2014. REUTERS/Carlos Jasso (Reuters)

di Elisa Anzolin e Danilo Masoni MILANO (Reuters) - Il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani, che ha accettato di mediare per risolvere le divergenze tra il consorzio dei costruttori e le autorità panamensi sul Canale di Panama, ritiene che una condizione fondamentale per trovare una soluzione di compromesso sia il rinvio dell'ultimatum relativo alla sospensione dei lavori da parte del Grupo Unidos por el Canal. E' quanto spiegato a Reuters dallo stesso Tajani in un'intervista telefonica. "Le tre imprese europee che hanno vinto la gara (ieri) mi hanno inviato tre email chiedendo il mio intervento per mediare con Panama sulla vicenda dei sovracosti legata alle opere di ampliamento del Canale. Io ho accettato di farmi carico di questo problema perchè ho buoni contatti in America Latina e credo si possa lavorare per trovare una soluzione di compromesso che permetta a Panama di avere i lavori realizzati e alle imprese europee di non perdere l'appalto", spiega Tajani, confermando il suo impegno come mediatore annunciato ieri in una nota. Il consorzio Grupo Unidos por el Canal è guidato dalla spagnola Sacyr, con una quota poco superiore a quella di Salini Impregilo. Fanno parte del gruppo anche la belga Jan de Nul e la panamense Constructora Urbana. Il commissario spiega di aver già avuto contatti con il ministro degli esteri italiano Emma Bonino e con quello spagnolo José Manuel Garcia-Margallo, riscontrando "identità di vedute", e si prepara a incontrare le imprese, gli altri stati coinvolti, i rappresentanti del governo di Panama a Bruxelles e la Banca europea degli investimenti "per capire quali sono gli scogli da superare". "Intanto è importante che ci sia un rinvio del termine ultimo che era stato posto (dal consorzio). Questa è la prima cosa e mi sembra che si vada già in questa direzione", sottolinea Tajani. A fine dicembre il consorzio dei costruttori ha minacciato la sospensione dei lavori a partire dal 21 gennaio nel caso l'Autorità del canale non si faccia carico di 1,6 miliardi di dollari di extra-costi. "Poi esaminerò tutte le diverse posizioni per trovare un ravvicinamento che permetta la realizzazione dell'opera nel rispetto dei tempi, nel 2015", conclude Tajani. Anche il ministro degli esteri Emma Bonino ha avviato i primi contatti per tentare di trovare una soluzione. "Ne ho parlato con il mio collega spagnolo per trovare una soluzione di compromesso. Mancano qualche centinaia di milioni di euro per trovare un compromesso. Ho parlato anche con Tajani che è in contatto con tutti quanti e assumerà un ruolo per tentare di facilitare un compromesso tra le parti", ha dichiarato Bonino ai cronisti al termine del consiglio Affari Esteri appena conclusosi a Bruxelles. Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia