Cancro e maternità: più speranze di avere figlio per chi ha tumore

Red/Apa

Roma, 10 feb. (askanews) - C'è una preoccupazione in più per le donne giovani che si ammalano di cancro: perdere la possibilità di diventare genitore. Circa 9 mila persone ogni anno in Italia ricevono una diagnosi di tumore prima dei 40 anni, per loro sottoporsi alle cure può significare affrontare il rischio concreto di una riduzione o della perdita della fertilita' (dati Aiom - dell'Associazione italiana di oncologia medica). Eppure oggi un'alternativa c'è.

Per le pazienti in età fertile con le tecniche di onco-fertilita' le chance di avere figli aumentano notevolmente. Stando al rapporto diffuso da Institut Marquès in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, 7 pazienti post oncologiche su 10 riescono a coronare il sogno di maternità in meno di 2 anni, senza il rischio di recidivanti.

L'82% restano incinte a un'età media di 40 anni e vengono per la maggior parte da cancro al seno (35%), neoplasie ematologiche come leucemia o linfoma (29%) e cancro ovarico (14%). Solo il 10% aveva vitrificato gli ovociti prima del trattamento del cancro.

Si tende a discutere sempre troppo poco con le pazienti della possibile menopausa precoce o del rischio di infertilità indotta dai trattamenti. E di conseguenza delle tecniche di preservazione della fertilità in generale: "Basterebbe mettere le pazienti cui è richiesta maggiore tempestività in contatto con un centro di fertilità privato e far accedere al servizio pubblico tramite ticket chi può attendere i tempi necessari - spiega la Dottoressa Michela Benigna, ginecologa e membro dell'Unità specializzata in oncologia e riproduzione di Institut Marquès - Non sempre questo passaggio viene contemplato, non sempre gli ospedali sono attrezzati per fornire questo servizio". (Segue)