Cannabis, in cosa consiste la proposta M5S sulla depenalizzazione?

Attualmente la cannabis in Italia è autorizzata solo a scopo terapeutico e dietro prescrizione medica (Getty)

La marijuana agita il governo. Il senatore del Movimento 5Stelle, Matteo Mantero, ha presentato un disegno di legge per depenalizzare la coltivazione, in proprio o in forma associata, di cannabis.

Cosa prevede la proposta

La proposta prevede di alzare i limiti di Thc – la sostanza psicotropa che è il principale principio attivo della canapa, nonché quello con valore legale per stabilire la legittimità della commercializzazione – per la cannabis legale (da 02,% a 1%), e di eliminare le sanzioni per la cessione gratuita di piccole dosi di marijuana tra maggiorenni. Se il ddl fosse approvato, sarebbe possibile coltivare fino a tre piante femmine, quelle che producono le cime psicoattive, e detenere fino a 15 grammi di marijuana in casa e 5 grammi fuori.

La legge oggi

Attualmente la cannabis in Italia è autorizzata solo a scopo terapeutico e dietro prescrizione medica, mentre a scopo ricreativo è legale solo la cannabis light, in cui il quantitativo di Thc non deve superare una certa soglia. Nel 2016, dopo la prima legalizzazione e durante il boom di vendite dei nuovi esercizi commerciali, la soglia dello 0,6% di principio attivo è stata ridotta, in seguito a un parere negativo del Consiglio superiore della sanità.

Lo scontro politico

La proposta del senatore pentastellato non piace alla Lega. Il ministro della Famiglia, con la delega alle tossicodipendenze, Lorenzo Fontana, non ci è andato troppo per il sottile: “Le proposte sulla legalizzazione della cannabis non sono mai state concordate, non sono nel contratto né nell’agenda della Lega. Il ddl ci sembra più una provocazione che altro”, ha spiegato alla stampa. Non si tratta della prima volta che il senatore Mantero crea tensioni tra M5S e Lega. Nelle scorse settimane si era rifiutato di votare il decreto Sicurezza, e per questo era finito all’esame del Collegio dei Probiviri insieme ad altri dissidenti, tra il cui senatore De Bonis e il comandante De Falco, poi espulsi dal Movimento. Difficilmente il ddl, con la Lega al governo, avrà la possibilità di diventare legge.

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