Cannabis, svolta all'Onu: cancellata dall'elenco delle sostanze pericolose

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Via la cannabis dall'elenco Onu delle sostanze pericolose in virtù delle sue proprietà terapeutiche. La Commissione per gli stupefacenti delle Nazioni Unite ha infatti accolto la raccomandazione dell'Oms di eliminare la cannabis dalla Tabella IV della Convenzione Unica del 1961, dove sono elencate droghe "di valore medico e terapeutico estremamente ridotto" tra cui eroina e cocaina. Insomma l'Onu ha di fatto riconosciuto ufficialmente le proprietà medicinali della cannabis.

Dei 53 Stati quasi tutti quelli appartenenti all'Unione Europea - ad eccezione dell'Ungheria – e alle Americhe hanno votato a favore, compresa l’Italia, raggiungendo la maggioranza di un solo voto, a quota 27. Gran parte dei Paesi asiatici e africani, invece, si sono opposti. Questo cambiamento faciliterà la ricerca scientifica sulla la cannabis, nota per i benefici nella cura del Morbo di Parkinson, della sclerosi, dell'epilessia, del dolore cronico e del cancro.

"Un passaggio politico internazionale rilevantissimo che dovrà portare a sdoganare completamente sul piano internazionale la cannabis terapeutica e a slegare la regolamentazione della cannabis per uso ricreativo da quella di altre sostanze”, commenta su Facebook il segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova che chiede che l'Italia "tolga definitivamente le restrizioni proibizioniste e vessatorie che ancora impediscono a migliaia di malati di utilizzare e coltivare ad uso terapeutico la cannabis”.

"La decisione di oggi toglie gli ostacoli del controllo internazionale, imposti dal 1961 dalla Convenzione unica sulle sostanze narcotiche, alla produzione della cannabis per fini medico-scientifici", sottolinea Marco Perduca che per l’Associazione Luca Coscioni coordina la campagna 'Legalizziamo!'.

"Il voto è importante anche perché le raccomandazioni dell'Oms erano state elaborate sulla base della letteratura scientifica prodotta negli anni, in condizioni molto difficili. Finalmente la scienza diventa un elemento fondamentale per aggiornare decisioni di portata globale, come quelle delle Convenzioni Onu sulle droghe, non solo ai mutati scenari sociali e culturali ma anche alla luce del progresso scientifico".