Cannes 2021, extra-large come una Biennale. Ma ci vorrebbe la pozione magica di Asterix

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Festival staff roll the red carpet as the 74th edition of the Cannes Film Festival kicks off in southern France, on July 6, 2021. - The famed Cannes Film Festival opens on July 6, and despite social distancing subduing some of its signature glamour, excitement is rife for the first fully fledged film festival since the start of the coronavirus pandemic. (Photo by John MACDOUGALL / AFP) (Photo by JOHN MACDOUGALL/AFP via Getty Images) (Photo: JOHN MACDOUGALL via Getty Images)
Festival staff roll the red carpet as the 74th edition of the Cannes Film Festival kicks off in southern France, on July 6, 2021. - The famed Cannes Film Festival opens on July 6, and despite social distancing subduing some of its signature glamour, excitement is rife for the first fully fledged film festival since the start of the coronavirus pandemic. (Photo by John MACDOUGALL / AFP) (Photo by JOHN MACDOUGALL/AFP via Getty Images) (Photo: JOHN MACDOUGALL via Getty Images)

È umano che il Festival del cinema più prestigioso del mondo non si dia pace per l’edizione 2020 bruciata dal Covid. È comprensibile che si sforzi di risarcire le produzioni di casa rimaste forzosamente in panchina, inventando sezioni ad hoc e moltiplicando le occasioni di visibilità per non far torto a nessuno. Da sempre i francesi sono i più bravi d’Europa a proteggere il cinema di casa.

Chi arriva sulla Croisette però non ha fatto i conti con la taglia extra large di questo 74° Festival, che nonostante le persistenti decimazioni da regole sanitarie è a tutti gli effetti un’edizione biennale. È il famoso: “Dove eravamo rimasti?” di Enzo Tortora: uno sforzo titanico per colmare cinquanta mesi di assenza, due in più per effetto del rinvio da maggio alla canicola di luglio.

Tutto si fa online, com’è sacrosanto. A Venezia lo scorso anno il sistema non ha fatto una piega, con tanto di distanziamento in sala, che qui per le proiezioni stampa non c’è. Venezia però al confronto è piccina picciò. Come a Venezia, devi prenotare il biglietto elettronico per le proiezioni, qui la regola è 48 ore prima, ’via’ ufficiale alle 7 di mattina.

L’accreditato rispettoso quindi mette la sua brava sveglia alle 6,30 e si piazza davanti al video col caffè e il dito sul grilletto, per così dire. Dopo mezz’ora di blocco entra nel panico e messaggia chiunque abbia in rubrica: “Ma tu ci riesci?” Dopo un’ora il sistema ti dice che è ‘unavailable’. Provi a rifare tutto daccapo e la biglietteria non ti apre neanche la schermata d’accesso. Non è un lamento da giornalista frustrato, è il calvario toccato a chiunque si trovi qui a qualunque titolo. I Vip non so, non è il mio caso.

Conosciamo i limiti dell’era digitale, ma fors...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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