Cannes, Palma d’oro a Parasite di Bong Joon Ho

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Il festival del cinema di Cannes è giunto al termine ed è stato proclamato il vincitore. La Palma d’oro dell’edizione 2019 vola in Corea del Sud grazie al film Parasite, di Bong Joon Ho. Il palmares in generale ha suddiviso i premi ma ha lasciato l’Italia a bocca asciutta nonostante il grande riscontro di Il traditore di Marco Bellocchio. Proprio il successo della pellicola aveva fatto pensare ad un premio per il protagonista, Pierfrancesco Favino che interpreta Tommaso Buscetta. Il premio per il miglio attore è andato ad Antonio Banderas, protagonista del film di Pedro Almodovar, Dolor y Gloria, tra i favoriti per la Palma d’oro. Al termine della cerimonia il commento del presidente di giuria, Alejandro Gonzalez Inarritu: “Abbiamo preso decisioni artistiche e non politiche ma posso dire che tutti i film premiati trattano il tema della giustizia e ingiustizia sociale. Il cinema cerca di elevare la coscienza del mondo”.

Parasite, il film vincitore

La pellicola narra la storia di una famiglia maestra nell’arte di arrangiarsi. Padre, madre e figli adolescenti cercano di sbarcare il lunario con piccoli lavoretti precari fino a quando non riescono a intrufolarsi nella ricca famiglia Park attraverso false identità. Le bugie però inizieranno a ritorcersi contro di loro. Un film sulla lotta di classe e sulla precarietà, con l’ultima tragica scena che si sviluppa sulle note di In ginocchio da te di Gianni Morandi. A consegnare il prestigioso premio è stata l’attrice Catherine Deneuve la quale, prima di consegnare il riconoscimento ha voluto sottolineare l’unanimità con cui è stato deciso il vincitore. Il regista si è detto “molto onorato del riconoscimento perché ispirato dal cinema francese. L’avventura di questo film è stata particolare – ha concluso -. Voglio ringraziare gli artisti che mi hanno sostenuto”.

Gli altri premi

Il gran premio della giuria è stato assegnato ad Atlantique, di Mati Diop, sul dramma di chi si imbarca per cercare un futuro migliore in Europa. Al momento della consegna del premio, la regista ha chiesto a tutta la sua troupe di salire sul palco: “Onorata e felice. Il nostro film è una dichiarazione d’amore al Senegal e alle sue strade”. Micheal Moore ha invece consegnato il premio a Les Misérables, classificatosi in ex aequo con il brasiliano Bacurau. Il premio per la miglior regia è andato invece ai fratelli Dardenne per il film Le jeune Ahmed, che racconta il percorso di radicalizzazione di un 13enne islamico che decide di uccidere la sua insegnante perché considerata apostata. Miglior attrice è Emily Beecham, protagonista di Little Joe, mentre il premio per la miglior sceneggiatura se l’è aggiudicato Céline Sciamma per il film Il ritratto della ragazza a fuoco. La giuria ha poi assegnato una menzione speciale a Elia Suleiman per il film This must be heaven.