Canova a Roma, in mostra l’eterna bellezza delle sue opere

Canova a Roma, in mostra l’eterna bellezza delle sue opere

Roma, 8 sett. (askanews) – E’ una mostra evento molto attesa “Canova. Eterna bellezza”, allestita al Museo di Roma Palazzo Braschi fino al 15 marzo. Un’esposizione dedicata al legame fra l’artista e la città che, a cavallo tra ‘700 e ‘800, diventò la fucina del suo genio e la sua fonte d’ispirazione. Fra le sue opere in mostra spiccano “La danzatrice con le mani sui fianchi”, “Genio della morte” e “Amorino alato”, che arrivano dell’Hermitage di San Pietroburgo, “Napoleone primo console”, “La religione”, le statue di “Endimione dormiente”, “Fauno Barberini”, “Paride”, “Maddalena penitente” e, naturalmente, “Amore e Psiche”.

Giuseppe Pavanello, curatore della mostra, spiega: “Canova ha deciso già a 22 anni di venire a Roma, perché voleva vedere le sculture classiche, che lui a Venezia conosceva soltanto da calchi in gesso. Rimane naturalmente impressionato da queste opere, che lui riteneva tutte opere greche, e rimase a Roma per sempre”.

A Roma Canova fu considerato colui che fece rinascere l’arte greca e allo stesso tempo riuscì a portare il classico nel presente. Nella mostra si mette in evidenza anche il ruolo che ebbe nella protezione del patrimonio artistico della città: quando nel 1802 divenne ispettore delle Belle Arti dello stato della chiesa, ne vietò l’esportazione all’estero.

“Poi lui va a Parigi nel 1815, quando crolla l’impero napoleonico, e riesce a portare indietro, non tutti, perché solo un terzo è tornato delle cose prelevate dai francesi, però un bel terzo è tornato”.

Oltre ai capolavori del Canova e di alcuni pittori e scultori coevi, in mostra a Palazzo Braschi ci sono numerosi bozzetti e studi delle sue opere e 30 fotografie di Mimmo Jodice che ritraggono i suoi marmi.