Cantone: mio successore deve continuare con prevenzione corruzione

red/cro

Roma, 24 set. (askanews) - Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone, che resterà alla guida dell'Autorità "grosso modo fino a metà ottobre", a Formiche.net ha raccontato che la sua idea sull'identikit del suo successore "è che si debba continuare sulla strada della prevenzione che ha dato risultati, soprattutto sul piano internazionale" e ha ricordato che l'intuizione "particolarmente felice, si deve all'allora Ministro Patroni Griffi che elaborò la parte della legge 190 dedicata alla prevenzione della corruzione, anche se poi il provvedimento prese il nome del ministro Severino. Dalla Commissione era uscita una norma scritta meglio rispetto alla versione definitiva varata dal Parlamento, che ha una serie di criticità, ma ha il merito indiscusso di aver introdotto un'intuizione importante per il Paese, cioè che la corruzione non si può affrontare solo con le manette. Serve mettere in campo anche rimedi amministrativi".

Sul bilancio dei 5 anni alla guida dall'Anac ha sottolineato "la grande collegialità del lavoro con il Consiglio dell'Anac e che tutte le decisioni sono state prese all'unanimità", "abbiamo messo in campo una politica di prevenzione della corruzione, come ci viene riconosciuto anche a livello internazionale, in particolare Osce, Ocse, Onu e Consiglio d'Europa, solo per citare i principali. Nei Paesi europei e non solo, si parla di modello italiano e questo credo sia un risultato oggettivo" Cantone, che ci tiene a farsi già chiamare Consigliere, perché a "metà ottobre" tornerà a fare il magistrato al massimario della Cassazione, racconta che "per un certo periodo l'Anac è diventata la buca delle lettere del Paese. Ci sono arrivate le lamentele più incredibili. In percentuale, la cosa che mi ha meravigliato di più è il numero di esposti che riguardavano attività giudiziarie, soprattutto della magistratura ordinaria". E a proposito della mole di esposti arrivati, "è stato un segnale che mi ha fatto riflettere su come all'interno del Paese ci sia l'esigenza di trovare qualcuno che possa essere un referente della legalità. Non eravamo noi ad avere competenze specifiche, eppure ci continuava ad arrivare di tutto. Mi sono reso conto che nel Paese c'è una sete di legalità che non sempre riesce a trovare i giusti punti di riferimento".