Caos al Flaminio, l'unico della città in cui si trovano i forni crematori

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gigi proietti
gigi proietti

Caos al cimitero Flaminio di Roma, dove doveva avvenire la cremazione di Gigi Proietti. Il suo nome non appare nella lista della prossima settimana. Forse le lunghe file hanno fatto slittare l’ultimo saluto a Proietti. Una situazione surreale, soprattutto perché il responsabile Fabrizio Ippolito, appena il 6 novembre, aveva comunicato: “Registrato che a seguito delle varie misure messe in campo, la camera mortuaria del cimitero Flaminio ha acquisito la disponibilità di spazi sufficienti per il rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza e tutela della salute dei lavoratori”, dal 9 novembre (lunedì) “le salme destinate alla cremazione torneranno a essere ricoverate presso la camera mortuaria del cimitero Flaminio”.

Gigi Proietti, bloccata la cremazione a Roma

Parole, quelle di Ippolito, che avevano fatto scatenare la rabbia e l’ironia di molti: “E certo, il covid è scomparso”, ironizza un impresario funebre, riportata da La Repubblica. “Se ne è accorta per prima l’Ama. Come può aver risolto tutto in cinque giorni?”. Per cremare un corpo ci vuole almeno un’ora e mezza: i forni sono 6, le cremazioni sono circa 60-70 al giorno. Il caos è quindi dovuto al fatto che tanti hanno avuto parenti morti in questi giorni, magari per covid.

Le difficoltà erano state confermate dallo stesso ufficio competente il 29 ottobre, quando era stata inviata alle agenzie funebri una nota in cui si riscontrava un “incremento dei decessi di circa il 20 per cento, con oltre 500 defunti in più”. Per questo non “era più possibile portare le salme al cimitero Flaminio, l’unico dotato di forni crematori”.