Caos cimiteri: Feniof: "Ama minaccia denunce? Ecco mail su camere mortuarie al collasso"

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"Nelle camere mortuarie dei cimiteri Flaminio e Verano si è praticamente raggiunto il numero massimo di salme ospitabili, fermo restando il rispetto delle norme di sicurezza e salvaguardia della salute dei lavoratori (...) da domani 13 aprile 2021 non sarà possibile conferire salme presso il Cimitero Flaminio con destinazione cremazione". E' il 12 aprile scorso quando in una mail firmata Ispettorato Flaminio, tra le altre in possesso all'Adnkronos, si comunica alle imprese funebri la situazione già al collasso in quello che è il più grande cimitero della Capitale, anche noto come Prima Porta. Dieci giorni più tardi lo sfogo su Twitter del deputato Andrea Romano avrebbe scoperchiato il vaso di Pandora sui lunghi tempi di sepoltura.

Il 2 aprile, lo stesso mittente inviava quest'altra mail: "In seguito alla giacenza di salme per cremazione al cimitero Flaminio molto superiore alla media del periodo, si comunica che l'accettazione di salme per cremazione nella prossima settimana sarà limitata alla sola giornata di lunedì 5 aprile 2021, fino alle ore 13. In accordo con la direzione dei Servizi Cimiteri Capitolini, è confermata la possibilità - da martedì 6 a sabato 10 aprile - di fruire della camera mortuaria del Verano per le salme con destinazione cremazione". Una situazione "eccezionale" raccontata nei mesi dalla stessa Ama in queste comunicazioni e per la quale a fine dicembre 2020 si comunicava che "i periodi di sosta delle salme in attesa di cremazione nella camera mortuaria del cimitero Flaminio, alla luce del notevole incremento di mortalità registrato negli ultimi due mesi, risultano eccessivamente lunghi".

La "bomba" dei cimiteri capitolini non è certo esplosa all'improvviso. Già a novembre scorso, con un incremento di 726 decessi a Roma solo nei primi 16 giorni del mese, Ama Cimiteri Capitolini scriveva: "Per quanto attiene alle cremazioni, avendo ormai raggiunto la capienza massima di salme ospitabili nella camera mortuaria del cimitero Flaminio, da lunedì 2 novembre 2020 le salme destinate alla cremazione dovranno essere recapitate presso la camera mortuaria del cimitero Verano, che provvederà a ricoverarle nell'apposito locale allestito" (...) Tale soluzione potrà consentire di alleggerire la pressione sulla camera mortuaria del cimitero Flaminio".

Come queste, decine di altre mail e avvisi inviati dall'Ama e ricevuti dagli impresari raccontano la situazione critica nella quale si trovano i cimiteri capitolini già da marzo 2020 e, ancora prima, alla fine dell'anno precedente "in considerazione degli alti tassi di mortalità dei mesi invernali".

"Ama annuncia di valutare azioni legali per procurato allarme mentre da mesi, perfino prima dell'emergenza sanitaria, ci sono stati annunciati dalla stessa azienda municipalizzata picchi di decessi, limitazioni nell'accettazione delle salme, trasferimenti al Verano. A fronte di evidenti, gravissime e assolutamente singolari problematiche (tutte romane), ci si arrocca sulla difensiva invece di ammettere con coscienza che esiste un problema" dice all'Adnkronos Alessandro Bosi, segretario generale Feniof.

Aggiunge il segretario nazionale della Federazione italiana onoranze funebri: "Il dichiarare di avere agito e agire nel rispetto delle normative vigenti in materia di emergenza sanitaria Covid-19, se può essere corretto sul procrastinare le consegne delle urne o le operazioni cimiteriali non urgenti, pare fuori luogo per le tempistiche di produzione dei documenti, considerato che da aprile 2020 il Governo ha disposto che le autorizzazioni per il seppellimento devono essere prodotte tempestivamente per consentire il più rapido seppellimento e cremazione, mentre attualmente i 30 e i 45 giorni impiegati collidono evidentemente con il concetto di tempestività indicato dal Governo". (di Silvia Mancinelli)